Masullo Medical Group

A cura del Dott. Vincenzo Masullo, tratta il problema della Calvizie ed il Trapianto Capelli.

Offerta Promozionale 200x200
 

Articolo Principale

Linea frontale del cuoio capelluto. Cosa è e come si delinea..

Idealmente, la linea frontale viene divisa in due zone diverse, zona D e zona E e in tre linee frontali orizzontali.


Linea-frontale-del-cuoio-capelluto.-Cosa-è-e-come-si-delinea.

Possedere una capigliatura folta e fluente, oggi sembra essere il desiderio più ricorrente per la maggior parte degli uomini e delle donne sensibili all'estetica. I capelli infatti, rappresentano una vera e propria cornice per il viso, una caratteristica distintiva, e delineano i tratti somatici di ognuno di noi. Perciò, il momento in cui una calvizie inizia a manifestarsi e a provocare una massiccia caduta di capelli, sulla linea frontale in primis, diventa un vero e proprio trauma per l’individuo, che assiste a un vero e proprio stravolgimento della sua immagine.

Fisiologia della Linea Frontale

Fisiologicamente, la linea frontale dell’attaccatura dei capelli, soprattutto negli uomini, arretra gradualmente col passare degli anni, anche in soggetti non affetti da calvizie. Per capire meglio pensiamo ai bambini: non importa di quale razza siano, all’inizio della loro vita sono tutti caratterizzati da una linea frontale di forma concava ma continua e circolare, senza alcuna punta frontale o laterale; con l’avanzare del tempo però, questa linea frontale arretra a poco a poco verso il centro testa e lateralmente, andando a formare una punta frontale mediana (vertice) al centro della fronte e le due caratteristiche punte laterali delle tempie, collocate al di sopra delle orecchie ma sempre comunque comprese nei confini dell’ideale attaccatura concava dell’età infantile.

E’ così che si passa quindi da una linea frontale concava caratteristica della giovane età a una linea convessa e più arretrata, tipica dell’età adulta.

Idealmente, la linea frontale viene divisa in due zone diverse, zona D e zona E e in tre linee frontali orizzontali: immaginiamo una linea diretta tra la linea concava dell’attaccatura giovanile e la linea convessa che si forma negli uomini adulti quando appunto si assiste alla cosiddetta “stempiatura”, e la chiamiamo linea intermedia, a metà più o meno dello spazio esistente tra le due precedenti. Tale spazio, compreso tra la linea concava inferiore e quella convessa superiore misura circa 2 cm e viene suddiviso in zona D (inferiore, 1cm circa) e zona E (superiore, 1cm circa).

La punta frontale che si forma man mano che la stempiatura avanza, non potrà mai superare l’altezza delle zone D ed E (2cm), al massimo se più bassa, potrà collocarsi esclusivamente nella zone E mentre le punte delle tempie,emergendo dalla linea concava giovanile si troveranno sempre nella zona E e solo talvolta potranno estendersi alla zona D.

Lungo tutta la linea frontale, definiamo per convenzione 3 punti (A,B,C) importanti per valutare in seguito come procede lo stempiamento:

  • punto A nell’area frontale mediale (vertice)
  • punto B, nell’angolo laterale dell’attaccatura
  • punto C, attaccatura laterale, giusto sopra le orecchie (tempie)

Man mano che la stempiatura fisiologica avanza, si passa dalla linea frontale giovanile concava (A1) a quella intermedia (A2) meno curva e più piatta, fino a giungere a quella convessa adulta (A3). Lo stesso accade per i punti B e C, con i quali si delineano invece le tempie. Valutando idealmente questi punti e queste linee, è possibile avere un quadro abbastanza definito di come evolve una normale e fisiologica stempiatura negli uomini.

Alla luce di tutto questo, è chiaro che risulta alquanto impossibile pensare di conservare la stessa attaccatura giovanile anche in età adulta e forse, diventerebbe anche troppo innaturale.

Quando invece è il DHT (diidrotestosterone) ad agire, e quindi l’alopecia androgenetica, la perdita di capelli sulla linea frontale diventa più veloce e drastica e richiede un intervento esterno per poter tornare alla condizione di partenza. Come già saprete infatti, la calvizie maschile si diffonde principalmente sull’attaccatura frontale (per poi avanzare verso il centro testa, e poi sul cosiddetto vertex, in gergo la famosa chierica) e perciò l’obiettivo primario in questo caso è ricostruire tutta la linea anteriore per poter ritrovare la perduta armonia del viso quando ci si guarda allo specchio.

Per poter fare ciò, occorre rivolgersi innanzitutto a persone specializzate nel settore, a chirurghi estetici con una certa esperienza alle spalle, capaci di valutare la situazione attuale e anche quella futura in un certo senso, e consigliare al meglio il paziente per ottenere una ricostruzione frontale concreta e soprattutto naturale, talvolta anche andando contro le sue richieste. Può capitare infatti che un paziente voglia tornare a un’attaccatura fin troppo bassa per la sua età, o troppo dritta per esempio, ed è in questo momento che il vero professionista deve fermarsi e dire NO, consigliando invece di seguire parametri ben precisi e adatti, per non oltrepassare quei canoni anatomici che permettono di avere un risultato naturale.

Come si delinea la nuova attaccatura frontale?

Innanzitutto va ripetuto che esistono dei parametri ben precisi a riguardo, delle vere e proprie misure anatomiche (ad esempio, circa 8 cm di distanza tra la linea frontale mediana e le sopracciglia) che ci permettono di non andare oltre la linea originaria dei capelli propri per evitare appunto di ottenere un risultato innaturale. Per rispettare tali canoni, il chirurgo esegue un vero e proprio disegno sull’attaccatura con un marcatore colorato, per poter dare un’idea al paziente di quello che sarà l’effetto finale in base alla forma del suo viso, alla sua età e all’estensione della calvizie. Una volta guardatosi allo specchio, il paziente può apportare piccole modifiche, piccoli accorgimenti secondo i suoi gusti personali, in modo da definire un disegno finale che soddisfi sia le esigenze del paziente che i parametri anatomici del chirurgo. Solo in questo modo è possibile ottenere un buon lavoro, un risultato naturale che duri nel tempo e che sia sempre in armonia col resto del viso.

Una volta decise le misure, le curvature delle tempie e tutti gli altri parametri del caso, si procede con l’intervento chirurgico di trapianto di capelli per ricostruire ex-novo tutta la linea frontale. Come funziona il trapianto di capelli con tecnica Fue, in generale, l’abbiamo già spiegato tante volte ma quello che serve sapere adesso, è che per ottenere una nuova attaccatura naturale e folta, bisogna seguire determinati criteri fondamentali.

In primis bisogna rispettare la direzione e l’angolazione dei capelli già esistenti per far si che non si notino differenze con quelli trapiantati. Nello specifico, in quella che abbiamo definito zona D,inferiore, l’angolo di inclinazione del foro fatto dal chirurgo deve essere sempre acuto verso il basso mentre nella zona E, superiore, l’angolo aumenta a poco a poco seguendo però sempre l’inclinazione di quelli già presenti. Un altro accorgimento da adottare durante un trapianto di capelli sulla linea frontale riguarda la distribuzione delle unità follicolari: in questa zona infatti, vanno innestate, seppur in maniera più ravvicinata, esclusivamente unità monobulbari, da un solo capello per intenderci, per non ricreare mai quel fastidioso effetto bambola artificiale ma garantire un’attaccatura naturale e mai artefatta. Quando effettuato correttamente, il trapianto di capelli sulla linea frontale, permette ai pazienti di recuperare il giusto rapporto delle proporzioni del viso.

Visto frontalmente, il viso e di conseguenza l’espressione di ognuno di noi, sono determinati dalla posizione anatomica dei suoi componenti, e se occhi, orecchie, naso e bocca non possono variare molto in posizione, i capelli della linea frontale invece possono contraddistinguerci gli uni dagli altri.

La perdita di capelli sulla zona frontale rappresenta un cambiamento drastico dell’immagine poiché cambiano le proporzioni tra i vari componenti: non esistendo più quel confine definito tra fronte e cuoio capelluto, indispensabile per definire i lineamenti, la fronte sembra più alta, il viso più ampio e apparentemente più tozzo. Basti pensare a come sia cambiata l’immagine di qualche personaggio famoso, Bruce Willis per esempio: l’impatto che dà il suo viso oggi è completamente diverso da quello che possedeva anni fa quando ancora esisteva una definita attaccatura di capelli. Va detto anche che in base alle mode, i capelli subiscono spesso dei cambiamenti e così anche le richieste: negli anni 70/80 ad esempio, era in voga un ciuffo alto, con fronte ben scoperta; oggi invece la moda indica la necessità di linee frontali molto più basse, per ottenere pettinature molto più giovanili.

Comunque, al di là delle mode e delle tendenze passeggere, quello che interessa a noi in maniera particolare è che, sia che si tratti di calvizie androgenetica che di fisiologica stempiatura, ad oggi l’armonia del viso e dei suoi componenti può essere restituita abbastanza semplicemente con uno spostamento chirurgico di unità follicolari, concetto base del trapianto di capelli, intervento chirurgico tra i più richiesti al momento nel mondo della Chirurgia Estetica poiché definitivamente risolutivo rispetto a un problema così diffuso.


Masullo Medical Group

Trapianto Capelli Napoli, Salerno, Roma
Centro Direzionale, Isola E7 Napoli Italia 800 14 55 23
Corso Garibaldi, 119 Salerno Italia 089 25 82 938
Via Degli Avignonesi, 16 Roma Italia 392 95 53 642