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A cura del Dott. Vincenzo Masullo, tratta il problema della Calvizie ed il Trapianto Capelli.

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Prurito in Testa al Cuoio Capelluto: le cause ed i rimedi.

Il Prurito in testa al cuoio capelluto è uno dei fastidi più comuni riscontrato in campo tricologico. La causa più diffusa è la Forfora..


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Molto frequente sia in uomini che donne soprattutto in età adulta, il prurito al cuoio capelluto è fonte di grande disagio ed imbarazzo in ambito sociale, causando stress, irritabilità e perdita di sicurezza. In linea di massima possiamo affermare che il prurito derivi sempre da un’irritazione che spinge il paziente coinvolto a grattare eccessivamente la cute.Se non bloccato in tempo un tale comportamento reiterato potrebbe provocare lesioni e lacerazioni al cuoio capelluto, favorire l’insorgere di altre infezioni a causa di agenti patogeni che entrano a contatto con la cute, indurre alla perdita dei capelli.

La durata, l’intensità, le cause scatenanti variano in base al tipo di irritazione, quest’ultima spesso si accompagna ad altri sintomi come bruciore, infiammazione, desquamazione, pelle screpolata, diradamento dei capelli. E’ fondamentale capire bene l’origine del problema confrontandosi con un professionista in materia di tricologia per affrontarlo e risolverlo il prima possibile.

Risulta difficile elencare tutte le possibili cause scatenanti, non sempre infatti si può ricondurre il fastidio a vere e proprie patologie, molte volte si tratta di una semplice irritazione momentanea dovuta ad esempio ad una reazione allergica, all’utilizzo di prodotti per capelli troppo aggressivi, di scarsa qualità (o comunque non adeguati al nostro tipo di capello), shampoo troppo frequenti, esposizione prolungata al sole, utilizzo eccessivo del phon a temperature molto elevate o anche allo stress e l’inquinamento.

Altre volte invece l’irritazione dipende da ragioni più specifiche.

Cause più comuni del Prurito al Cuoio Capelluto e Possibili Rimedi.

La Forfora

La causa più conosciuta e diffusa è sicuramente la Forfora, una desquamazione del cuoio capelluto dovuta ad un eccessiva produzione di sebo o eccessiva secchezza della cute, identificata dal noto “effetto neve”, ovvero da tante piccole scaglie biancastre che durante la pettinatura o lo sfregamento ricadono copiosamente sulle spalle o sul pettine causando forte imbarazzo del soggetto coinvolto.

In base alla natura del problema si distingue la forfora secca dalla forfora grassa o Dermatite seborroica.

Nel primo caso (forfora secca) la causa della desquamazione è un cuoio capelluto disidratato, molto probabilmente a causa degli agenti chimici di prodotti troppo aggressivi. E’ la tipologia di forfora più visibile e quindi più fastidiosa da un punto di vista estetico/sociale in quanto provoca la perdita parecchie scaglie.

Contrariamente, nel caso della forfora grassa l’epidermide è unto a causa di un eccesso di sebo, le squame rimangono attaccate e quindi non cadono facilmente sui vestiti.

Entrambi i casi provocano un forte prurito dovuto appunto alla desquamazione dell’epidermide. Il più delle volte la forfora può essere efficacemente tenuta sotto controllo con l’utilizzo quotidiano di prodotti dedicati. Lo shampoo quotidiano con uno un prodotto delicato a base di zinco piritione, acido salicilico, solfuro di selenio potrebbe essere un primo passo in quanto si ridurrebbero le squame; inoltre sarebbe consigliabile ridurre l’applicazione sui capelli di prodotti che in genere ungono ed irritano il cuoio capelluto come gel, lacca, mousse, cera per capelli. Nel caso in cui si tratti di una forma di forfora persistente si consiglia sempre di consultare uno specialista.

La Psoriasi

La Psoriasi è una dermatite cronica ereditaria che si manifesta con un arrossamento esteso e desquamazione, è molto più comune di quanto si pensi, l’1/2% della popolazione ne soffre e le zone del corpo più colpite dall’infiammazione sono gomiti, ginocchia, schiena, palmo delle mani e cuoio capelluto.

In commercio vi sono numerosi prodotti naturali e farmacologici che hanno il compito di lenire il bruciore e diminuire l’arrossamento, così come sono in fase di sperimentazione diversi trattamenti medici, in base alla tipologia e gravità della malattia il medico specialista consiglierà quali rimedi utilizzare e quali trattamenti seguire.

La Follicolite

La Follicolite è un’infezione dell’unità follicolare causata da batteri, virus o funghi. Si manifesta con l’insorgere di pustole e croste che generano oltre al prurito una sensazione di dolore alla zona interessata.

In molti casi gli episodi di follicolite sono lievi e spariscono senza alcuna terapia, nei casi più gravi ed ostinati il medico avrà il compito di analizzare il tipo di follicolite, una volta effettuata la diagnosi manderà un campione di tessuto in laboratorio per capire che tipo di batterio sia responsabile dell’infezione.

La Tigna

Quando invece l’aggressione è provocata da un fungo si parla di Tigna. Il contagio avviene per contatto diretto cutaneo con persone o animali infetti. Il primo sintomo visibile è un tipico arrossamento di forma circolare che va man mano estendendosi creando squame e a volte diradamento dei capelli nella zona interessata, i capelli risultano spezzati, opachi e pulverulenti a causa delle spore del fungo.

Essendo molto contagiosa è consigliabile evitare il contatto diretto con asciugamani, pettini ed oggetti personali delle persone infettate. Anche in questo caso vi sono numerosi rimedi naturali che leniscono il bruciore, ma è sempre consigliabile l’intervento medico.

La Pediculosi

La Pediculosi, ovvero la presenza di pidocchi, piccoli parassiti dal colore grigiastro della grandezza di pochi millimetri che si nutrono del nostro sangue e depongono uova sul cuoio capelluto. Si tratta di un’infezione non gravissima ma molto contagiosa in quanto il parassita si attacca non solo ai capelli, ma anche ad indumenti, spazzole, pettini.

Il rimedio principale consiste nella prevenzione, ovvero praticando quotidianamente le corrette norme igieniche, non utilizzando indumenti e oggetti di pulizia personale altrui, controllando costantemente i bambini in età scolare che sono i soggetti più a rischio.

In caso di diagnosi accertata sarà lo specialista a consigliare il prodotto più adeguato da utilizzare per la distruzione dei parassiti: in genere si utilizza shampoo insetticida da effettuare quotidianamente con l’utilizzo di un pettine a denti stretti particolarmente efficace per la rimozione delle piccole uova attaccate al cuoio capelluto.

In conclusione possiamo affermare che il prurito è sintomo di un problema di salute del cuoio capelluto che, se non curato adeguatamente può portare anche alla perdita dei capelli, di conseguenza consigliamo vivamente di intervenire celermente per scoprire e contrastare adeguatamente il fenomeno che lo produce.

In linea di massima sconsigliamo l’utilizzo ai rimedi fai da te come oli e impacchi a base di aceto o altre sostanze “casalinghe” che potrebbero irritare ulteriormente la cute. Uno specialista in tricologia o dermatologo in seguito ad un esame approfondito delle manifestazioni cutanee che provocano il prurito potrà al meglio indirizzare il soggetto coinvolto verso la terapia più adatta.



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