Masullo Medical Group

A cura del Dott. Vincenzo Masullo, tratta il problema della Calvizie ed il Trapianto Capelli.

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Articolo Principale

Hypothermosol e ATP come supporto al trapianto di capelli FUE.

L’utilizzo combinato di Hypothermosol e ATP riduce di gran lunga il rischio di danni ai follicoli piliferi ed elimina il rischio di eccessivo shock termico.


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Piccoli accorgimenti rendono questa tecnica di autotrapianto sempre più innovativa

La tecnica FUE (Follicolar Unit Extraction) rappresenta, ad oggi, la modalità più innovativa e sviluppata per quanto concerne l’autotrapianto di capelli. La richiesta sempre maggiore ha infatti portato questa metodica a migliorarsi sempre più mediante esperienze dirette sul campo da parte dei chirurghi del settore e mediante il fondamentale riscontro da parte dei pazienti. Soddisfare a piano le richieste del paziente è l’obiettivo fondamentale di ogni intervento di chirurgia estetica, soprattutto se l’individuo in questione si affaccia a tale panorama perchè spinto da un problema psicologico e sociale come avviene, appunto, quando si parla di trapianto di capelli. Tanto altro si potrà fare forse mediante la ricerca continua e incessante, ma possiamo affermare che oggi, grazie a tutti i numerosi accorgimenti di contorno, lo standard raggiunto è ad un livello abbastanza alto e soddisfacente.

La massima riuscita di un trapianto di capelli si può ottenere affiancando all’intervento chirurgico dei trattamenti di contorno. Primo fra tutti il famigerato PRP. I risultati sono palesemente dimostrati e confermano pertanto l’efficacia di questo tipo di applicazione. Anche la terapia da seguire durante il post-intervento a casa risulta oggi essere fondamentale per spingere quanto più possibile l’autotrapianto dei capelli verso un risultato massimo. Per lo più si tratta di semplici integratori, a base di cistina o vitamine, e di finasteride, farmaco sicuramente già conosciuto da chi è affetto da calvizie androgenetica, ottimo sia per il mantenimento dei propri capelli residui che per la ricrescita dei nuovi capelli trapiantati.

Qualsiasi accorgimento, apparentemente riduttivo, in realtà in questo tipo di intervento estetico diventa fondamentale; è per questo che anche gli operatori in sala operatoria devono adottare tutte le accortezze necessarie per garantire il giusto svolgimento dell’operazione: prima fra tutte il rispetto delle norme igieniche e di sterilità, fondamentale per evitare infezioni e problemi successivamente.

L’esperienza e la manualità dell’operatore ad esempio, è un dettaglio da non tralasciare, come pure il rispetto delle angolazioni e degli orientamenti dei capelli trapiantati, importanti per ottenere un risultato quanto più naturale possibile. Proprio per questo, almeno nel nostro caso, il prelievo e l’innesto delle unità follicolari avvengono specularmente, attraverso il lavoro di un operatore destro e di un secondo operatore mancino, proprio per rispettare ogni minima angolazione naturale in maniera non forzata e senza inoltre danneggiare gli innesti.

Un’importantissima e recente novità in questo senso è l’utilizzo di particolari sostanze per la conservazione delle unità follicolari, passaggio fondamentale per garantire il completo attecchimento delle stesse. A dispetto del “semplice” Ringer Lattato (soluzione isotonica contenente diversi elettroliti) utilizzato fino a poco tempo fa, oggi si utilizzano liquidi molto più specifici e più potenti: Hypothermosol e ATP.

Uso del Hypothermosol nel trapianto capelli FUE

L’Hypothermosol è una soluzione ipotermica di conservazione studiata e progettata appositamente per conservare al meglio le unità follicolari dal momento in cui vengono estratte dalla zona donatrice al momento in cui vengono inserite nel cuoio capelluto durante l’innesto. Contiene antiossidanti, ed è molto efficace nel proteggere i tessuti in conservazione da possibili shock termici poiché mantiene la temperatura costantemente bassa.

Uso del ATP nel trapianto capelli FUE

L’ATP (adenosina trifosfato) invece, può essere generalmente definito la base energetica di tutti i processi metabolici che riguardano il nostro organismo. Quando le unità follicolari vengono distaccate dal tessuto donatore si provoca l’interruzione del flusso sanguigno e quindi di ossigeno e nutrienti, il che potrebbe velocemente causare un indebolimento delle stesse. Per sopravvivere naturalmente infatti, ogni tessuto cellulare ha bisogno almeno di ossigeno e glucosio, proprio per poter produrre ATP. Sospendere le unità follicolari in una soluzione già ricca di ATP quindi, evita tale danneggiamento e assicura il mantenimento di tutte le strutture cellulari e di tutti i processi metabolici.

Osservazioni sul campo hanno dimostrato che l’utilizzo combinato di Hypothermosol e ATP riduce di gran lunga il rischio di danni cellulari ed elimina il rischio di eccessivo shock termico, aumentando in tal modo anche la qualità stessa delle graft innestate che daranno così vita a capelli sani e ricchi.

Sicuramente la ricerca incessante per migliorare la tecnica FUE non si fermerà qui ma considerando tutti i passi in avanti compiuti finora, possiamo ritenerci soddisfatti del nostro lavoro e dei risultati ottenuti. La nostra soddisfazione più grande resta rendere felice chi si avvicina a noi per risolvere i propri problemi di calvizie ed è per questo che non smetteremo mai di impegnarci per migliorare sempre di più e oltrepassare nuovi traguardi.


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