Masullo Medical Group

A cura del Dott. Vincenzo Masullo, tratta il problema della Calvizie ed il Trapianto Capelli.

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Alopecia Areata.

Cause, rimedi e le terapie mediche da affrontare per curare l'alopecia Areata. AGA..


Alopecia-Areata

L’alopecia areata può essere descritta come una patologia infiammatoria non cicatriziale, che si manifesta attraverso un’improvvisa e alquanto veloce perdita di capelli e/o peli, in determinate zone del cuoio capelluto e del corpo. Di solito le aree interessate da questa malattia riguardano il cuoio capelluto appunto, e si presentano abbastanza definite e circoscritte, spesso di forma circolare oppure ovale, e restano tali anche durante tutto il tempo di progressione della malattia. Tuttavia, è molto frequente che i capelli che prima popolavano queste aree ormai completamente glabre, ricrescano da soli, spontaneamente, senza alcun esito cicatriziale, permettendo così una risoluzione molto naturale della patologia stessa.

E’stato stimato che circa il 2% della popolazione mondiale è affetta da Alopecia Areata (AA), senza particolari differenze tra diverse etnie e sesso. Una differenziazione invece, può essere fatta per quanto riguarda l’età: l’ AA colpisce più spesso i bambini e gli adolescenti fino ai 20 anni (50% dei casi circa), e diventa più rara negli anziani.

L’alopecia areata comune è sicuramente la forma più frequente, esordisce in età giovane, non risulta associata a nessun altra patologia ed è risolvibile. Diverso è il discorso per le forme ipertensive e atopiche, le quali si manifestano lo stesso nei primi anni di vita ma possono aggravarsi in alopecia totale. Talvolta invece, soprattutto in età adulta, può insorgere un’AA detta autoimmune: essa risulta strettamente correlata ad altre malattie autoimmuni, come ad esempio vitiligine, diabete mellito tipo I, morbo di Haddison, tiroidite di Hashimoto, gastrite cronica, anemia autoimmune. Il ferro appunto, o più precisamente la quantità che ne circola nel sangue, sembra avere un qualche ruolo nell’innesco di tale patologia; inoltre, va ricordato che anche un forte stress emotivo o un'infezione già in corso possono favorire l’amplificazione degli effetti dell’AA.

L’alopecia areata può manifestarsi in modalità diverse ed essere più o meno aggressiva.

Se ne distinguono infatti vari tipi:

  • Monolocularis, quando la chiazza glabra si presenta su un unico punto del cuoio capelluto
  • Multilocularis, quando sono presenti più zone affette da AA in diversi punti del cuoio capelluto
  • Totale, quando interessa l’intero cuoio capelluto
  • Universale, quando non riguarda più solo il cuoio capelluto ma si estende a tutte le zone del corpo, con una perdita totale sia dei capelli che dei peli corporei.
  • Barbae, quando l’AA si concentra sulla barba dell’individuo
  • Ophiasis, quando riguarda zone multiple e periferiche del cuoio capelluto (posteriore, occipitale e temporale) seguendo una certa sinuosità che ricorda quella tipica del serpente (dal latino Ophiasis=serpente).

Qual è la causa scatenante dell’Alopecia areata?

In effetti, ancora oggi il meccanismo di insorgenza di tale malattia non risulta molto ben definito. Molte osservazioni e molteplici studi ne indicano la natura genetica ed ereditaria: si tratterebbe insomma di una reazione autoimmune, che avrebbe luogo su soggetti già predisposti geneticamente, e che avverrebbe ad opera di 8 geni isolati, responsabili, tra l'altro, anche di altre malattie autoimmuni, come la celiachia e l’artrite reumatoide.

Praticamente, sembra che questi geni vadano a provocare un’alterazione del sistema immunitario, il quale non riconosce più le strutture del follicolo pilifero come “self”, quindi materiale proprio, e inizia di conseguenza a produrre anticorpi (linfociti T anomali) per colpirlo. Di conseguenza, l’attività dei follicoli piliferi e la loro replicazione viene bloccata, provocando così una caduta anche molto veloce dei capelli e/o peli nelle zona interessata.

Questo tipo di alopecia non provoca alcuna conseguenza alla salute dell’individuo né presenta particolari o gravi fastidi; tuttavia è possibile accusare un certo prurito o bruciore sulla cute poco prima che si inizi a sviluppare la chiazza glabra. Come abbiamo già detto, non si tratta di una caduta definitiva del capello; dobbiamo ricordare che nessuna struttura appartenente al follicolo pilifero viene distrutta irreversibilmente, ma solo bloccata nella sua attività; ed è questo il motivo per cui spesso la ricrescita dei capelli riparte da sé.

Non è ancora chiaro il motivo, cosa possa incidere in maniera così positiva da permettere il ripristino dell’attività di replicazione del follicolo, ma questa è una delle più grandi differenze dell’alopecia areata rispetto all'altro tipo di alopecia più conosciuto, l’alopecia androgenetica.

Nell’alopecia androgenetica (AGA), invece, la caduta di capelli avviene sicuramente più lentamente rispetto all’alopecia areata ma risulta irreversibile; in questo caso infatti, i capelli perdono forza e spessore gradualmente, ma quando arrivano a cadere è perché il bulbo si è completamente atrofizzato e quindi non c’è alcuna possibilità che si riattivi. Nell’AGA inoltre, gioca un ruolo molto importante l’aspetto ormonale, poiché è l’ormone testosterone, o meglio, la sua forma idrolizzata, DHT (diidrotestosterone), l’unico responsabile del processo.

Come si manifesta l’alopecia areata?

Come abbiamo già detto, l’alopecia areata si presenta come un’improvvisa perdita di capelli in una o più zone definite del cuoio capelluto, dal decorso alquanto imprevedibile. Rappresenta un'alterazione del normale ciclo follicolare: i follicoli interessati dalla patologia interrompono la loro fase anagen (fase di crescita) e cadono in uno stato di riposo. Una caratteristica tipica dell'alopecia areata è il cosiddetto capello o pelo "a punto esclamativo": si tratta di un capello distrofico, che ha difficoltà a portare a termine la fase anagen e perciò appare più sottile alla base, riprendendo appunto la tipica forma di un punto esclamativo.

Per fortuna non si tratta di un processo irreversibile, e nemmeno cicatriziale; pertanto questo tipo di alopecia spesso può anche regredire spontaneamente; ovviamente in base alla gravità del caso, può anche diventare cronica, quindi ricomparire con delle recidive spesso più gravi della prima manifestazione, oppure estendersi anche in altre zone o diventare totale. È un tipo di alopecia che procede in maniera abbastanza veloce, talvolta in un paio di mesi dal suo insorgere, la zona colpita risulta completamente liscia e priva di capelli. Di solito non colpisce i capelli bianchi, ed è per questo che si è pensato che nel processo fossero coinvolti i melanociti, presenti solo sui capelli scuri ricchi di pigmenti e solo nella fase anagen del ciclo follicolare. E forse per lo stesso motivo, anche i primi capelli a rispuntare in fase di guarigione sono proprio quelli bianchi.

L'alopecia areata non provoca problemi di salute, tutt'al più nelle forme più gravi può provocare distrofia e desquamazione delle unghie. È invece sul piano psicologico che causa i problemi più grandi: soprattutto se si tratta di bambini o adolescenti, l’impatto con questa malattia diventa devastante perché il soggetto inizia a sentirsi diverso dagli altri suoi coetanei, difettato, inizia a non accettarsi più e a chiudersi in se stesso.

Possiamo facilmente immaginare quanto convivere con questa patologia diventi difficile per un adolescente già fisiologicamente in crisi.

Come è possibile diagnosticare l’alopecia areata?

Purtroppo l’alopecia areata viene diagnosticata quando si è già manifestata, quando cioè si è già formata la chiazza priva di capelli sul cuoio capelluto. Non esiste ancora alcun metodo adatto a scoprirla prima che si presenti o a bloccarne gli effetti così evidenti ed esteticamente fastidiosi. Diciamo che si presenta in maniera talmente unica che è piuttosto raro confonderla con altre patologie (come Tinea capitis, Lupus eritematoso, Tricotillomania, Sindrome dell’anagen lasso, Sifilide secondaria, forme tumorali) ma, certo, non impossibile. Ecco perché, seppur dopo essersi completamente manifestata, vanno effettuati dei test specifici per valutare lo stato di attività in cui si trova la malattia: il pull test è quello più diffuso, e consiste nel tirare una ciocca di capelli in prossimità o sui bordi della chiazza glabra e valutare la quantità di capelli che rimane tra le mani dello specialista che effettua il test; più saranno i capelli caduti e trattenuti nelle mani dell’operatore, più sarà alta la probabilità che si tratti di alopecia areata.

Clinicamente, può essere utile effettuare un emocromo, un dosaggio dell'ormone TSH (ormone tiroide), della vitamina B12, e degli auto-anticorpi circolanti. È stato dimostrato che la sindrome di Down costituisce un fattore di rischio abbastanza importante: nel 10% dei casi le due patologie sono associate tra loro.

Esistono terapie efficaci per combattere L'alopecia areata?

Innanzitutto dobbiamo dire che non esiste ancora nessuna terapia capace di sconfiggere in maniera definitiva l'alopecia areata. Tuttavia, per limitarne gli effetti e per stimolare la ricrescita dei capelli e/o peli, si può ricorrere sia ad alcuni farmaci che ad alcuni principi attivi.

Per quanto riguarda i medicinali, intesi soprattutto come corticosteroidi (prednisolone, metilprednisolone, desametasone, betametasone), bisogna prima di tutto valutare l'età del soggetto, in quanto non sono consigliati per pazienti giovani, e inoltre bisogna valutare la gravità della situazione. Essi possono combattere l'AA opponendosi all'azione autoimmune del sistema immunitario, e per la forte presenza di effetti collaterali, si preferiscono somministrazioni locali, quindi creme o lozioni, rispetto a una somministrazione sistemica e cioè sottoforma di pillole o iniezioni sottocutanee. Per quanto riguarda le terapie non ormonali invece, tra i principali e più potenti principi attivi ritroviamo il minoxidil al 5%, utilizzato anche nei casi di alopecia androgenetica, l’antralina utilizzata per molte malattie dermatologiche e adatta a pazienti giovani per l’inesistenza di effetti collaterali, l’acido squarico e la ciclosporina, anche se di quest’ultima è stata ampiamente dimostrata l’inefficacia.

In tutti i casi, le terapie per combattere l'alopecia areata sono per lo più terapie lunghe, da portare avanti per almeno 9-12 mesi per ottenere un buon risultato.

Un altro tipo di terapia può essere la Fototerapia, mediante l’utilizzo quindi di raggi UV; è stato però dimostrato che non ferma le recidive e non può essere utilizzata per i bambini.

Alcuni specialisti del settore, inoltre, hanno da poco sperimentato altre sostanze per sconfiggere l’alopecia areata, tra queste: il botulino, che sembra sbloccare la crescita del capello; l’Alefacept, in grado di bloccare la reazione immunitaria ed utilizzata anche per il trattamento della psoriasi; il PRP (o plasma ricco di piastrine) molto potente dal punto di vista rigenerativo, utilizza i fattori di crescita in esso contenuti per stimolare le cellule staminali appartenenti al follicolo pilifero e per spingere quindi positivamente per la ricrescita del capello.

L’autotrapianto dei capelli nelle zone colpite da alopecia areata non è molto consigliato, a meno che non si tratti di una zona ormai stabile: il rischio sarebbe quello di provocare uno shock anche alle zone immediatamente circostanti e ampliare ancora di più la chiazza glabra, senza avere neanche un buon risultato chirurgico.

Un diversivo molto utile invece, può essere l’utilizzo di una parrucca, magari provvisoria, quantomeno per permettere al paziente di sentirsi meglio con se stesso, e in mezzo agli altri, senza doversi isolare o sentirsi inferiore per questo fastidioso seppur spesso temporaneo, difetto estetico.

Anche la tricopigmentazione o tatuaggio estetico, potrebbe rappresentare una soluzione per ridisegnare i capelli e i peli e ricoprire queste zone ormai vuote.

Per fortuna, dobbiamo dire che gli studi in questo cosi particolare settore della Medicina Estetica non si fermano mai; i ricercatori e gli esperti del settore sono sempre alla ricerca di nuove soluzioni e nuove terapie per affrontare e sconfiggere in maniera definitiva malattie come l’alopecia areata e siamo sicuri che un giorno, neanche tanto lontano, tutto questo diventerà realtà!