Masullo Medical Group

A cura del Dott. Vincenzo Masullo, tratta il problema della Calvizie ed il Trapianto Capelli.

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Calvizie Maschile. Tipologie, Cause e Rimedi.

Analizziamo a fondo le varie tipologie di Calvizie Uomo, le Cause ed i Rimedi sia farmacologici che Chirurgici.


Calvizie-Maschile.-Tipologie,-Cause-e-Rimedi

La Calvizie Maschile è un fenomeno molto diffuso causato da un'alterazione del normale ciclo vitale del follicolo pilifero, può manifestarsi in differenti modi e per differenti cause: si parla di alopecia (dal greco, alopex=volpe) per indicare un processo di iniziale peggioramento della qualità generale del capello e la sua conseguente caduta.

Calvizia Maschile: tipologie e cause

Possono essere molteplici; ad esempio si parla di:

Alopecia Androgenetica

La causa più diffusa di calvizie, si manifesta in presenza di una forte componente ereditaria e genetica, la quale risulta legata alla natura del cromosoma X, fattore caratterizzante per l'uomo. In questo caso la calvizie viene causata dall'azione degli ormoni androgeni: sono quegli ormoni responsabili, durante la pubertà, della comparsa della maggior parte dei caratteri sessuali secondari: tra i 12/13 anni nei maschi, infatti, la produzione di androgeni aumenta fortemente e dà il via a tutte quelle trasformazioni corporee tipiche del cosiddetto "sviluppo" da bambino ad adulto.

Bisogna tener presente che nell'alopecia androgenetica, non è un aumento di ormoni androgeni a provocare la perdita di capelli, bensì una particolare sensibilità di determinate zone del cuoio capelluto a tali ormoni: ciò che si eredita geneticamente è infatti proprio questa specifica sensibilità dei follicoli piliferi al diidrotestosterone (o DHT), il metabolita attivo in cui viene trasformato il testosterone attraverso l'enzima 5-alfa-reduttasi.

Il DHT ha un'azione molto dannosa sui follicoli piliferi, in quanto si va a legare sulla loro superficie, atrofizzandoli, provocando cosi' una graduale miniaturizzazione del capello che diviene progressivamente sempre più sottile e debole, quasi fino a diventare peluria.

Il passo successivo, purtroppo, è caratterizzato dalla sua irreversibile caduta.

Anche il diradamento che ne deriva, segue degli schemi abbastanza precisi: la perdita di capelli negli uomini inizialmente si concentra nella zona fronto-temporale e si manifesta con un iniziale e progressivo arretramento della linea frontale dell'attaccatura dei capelli, la cosiddetta "stempiatura" per intenderci. Successivamente, la calvizie va ad interessare anche la zona del vertice, sulla sommità del capo, allargandosi man mano finché non si unisce a quella che contemporaneamente arretra a partire dalla zona frontale; in questa piuttosto rara circostanza, il paziente si troverà a uno stadio molto avanzato di calvizie e sarà ormai quasi completamente calvo sulla parte superiore della testa.

Il progredire dell'alopecia androgenetica è stato oggetto di studio per molti anni: già negli anni '50 James Hamilton abbozzò una sorta di "scala", suddivisa in 5 diversi stadi, per rappresentare anche graficamente l'avanzamento della calvizie maschile; negli anni successivi (anni '70), tale scala fu ripresa da Norwood e fu perfezionata fino ad ottenere l'attuale Scala Norwood-Hamilton a 7 livelli, divenuta un fondamentale metro di misurazione ed utilizzata da ogni esperto di tricologia per classificare il grado di avanzamento della calvizie da cui il paziente è affetto.

Erroneamente, negli anni scorsi si pensava che solo le persone più avanti con l'età e vicine alla vecchiaia potessero "soffrire" di alopecia androgenetica, in realtà invece, è un fenomeno in cui la predisposizione genetica risulta alquanto fondamentale, cosa che influenza sia l'età di comparsa che la sua gravità: poiché i geni coinvolti sono diversi e vengono ereditati sia dal padre che dalla madre, è ovvio che più numerosi essi saranno, più la calvizie sarà aggressiva e precoce, anche se va precisato che l'ereditarietà più dannosa è comunque quella materna.

Alopecia Seborroica

E' provocata da un'eccessiva produzione di sebo da parte delle ghiandole sebacee del cuoio capelluto, la quale può causare forfora grassa e ostruire i follicoli piliferi compromettendo così la normale nascita e crescita dei capelli. Spesso quest'eccessiva secrezione sebacea dipende da fattori ormonali e può essere sconfitta mediante particolari trattamenti, sia medici per regolare l'attività ormonale appunto, che tricologici.

Alopecia da Stress

La tipica temporanea caduta di capelli in periodi particolari, dopo traumi di varia origine o in condizioni di forte stress emotivo. Pare sia dovuta a scompensi ormonali o in alcuni casi particolari, alla cosiddetta "tricotillomania", la tendenza a strapparsi i capelli. Una volta ristabilito il giusto equilibrio ormonale, comunque la quantità di capelli persi a causa di un particolare stress, verrà rimpiazzata completamente da nuovi capelli.

Alopecia da Carenze Alimentari

Può manifestarsi quando non si segue una corretta alimentazione e la dieta non apporta sufficiente quantità di vitamine e nutrienti, oppure proteine e amminoacidi, fondamentali per produrre la cheratina, componente essenziale dei capelli. In tal caso, basta reintegrare tali elementi nella dieta.

Calvizie Maschile: la diagnosi

Per risolvere al meglio la calvizie ed ottenere i risultati migliori con le soluzioni più appropriate, è fondamentale per il tricologo o per il chirurgo, capire prima di tutto quale sia la forma di alopecia che attanaglia il paziente.

Il punto di partenza per valutare il tipo di alopecia in corso, è rappresentato dal tricogramma, un semplice esame al microscopio che permette di constatare in che stato si trovano i follicoli della zona interessata, in quale fase del ciclo di crescita sono e se sono presenti peli distrofici. I risultati, confrontati coi parametri standard, e accostati al quadro clinico completo del paziente, permettono di ricavare una diagnosi ben precisa.

Calvizie Maschile: rimedi non chirurgici

La maggior parte dei rimedi, non chirurgici, esistenti contro ogni forma di alopecia, consiste in trattamenti topici oppure in terapie farmacologiche sistemiche, particolarmente utilizzati dagli uomini che mirano a rallentare l'ulteriore caduta di capelli o a favorirne la ricrescita. Ovviamente va precisato che tali trattamenti possono funzionare esclusivamente nei casi in cui i follicoli siano ancora attivi o almeno non del tutto atrofizzati e, quindi, non in presenza di alopecia cicatriziali.

Tra i principali farmaci utilizzabili dall'uomo per combattere la calvizie troviamo:

Finasteride

Più conosciuta col nome Propecia, è un farmaco anticalvizie, sintetizzato a partire dal progesterone, che inibisce l'enzima 5-alfa reduttasi, impedendo così la trasformazione del testosterone in DHT ed evitando la miniaturizzazione del capello. La dose raccomandata è di 1 mg per via orale, da assumere una volta al giorno. È doveroso sottolineare che l'efficacia terapeutica del principio attivo non è immediata: l'effetto è osservabile generalmente dopo 3-6 mesi dalla prima assunzione, e al termine della terapia il problema ricompare dopo 6-12 mesi. Gli effetti collaterali (calo del desiderio sessuale, impotenza, nausea) molto discussi per lungo tempo, oggi sono stati minimizzati con la nascita di nuovi prodotti, sempre a base di finasteride ma bioingegnerizzati, in modo da sfruttare al meglio le potenzialità senza però doverne subire gli aspetti negativi.

Minoxidil

Il farmaco per eccellenza dedicato alla cura della calvizie androgenetica. In pratica, il minoxidil, agendo sui canali del potassio (K+) situati in prossimità della papilla dermica e della matrice del bulbo, stimola queste ultime ad aumentare la produzione di DNA e soprattutto a mantenere in vita la struttura del bulbo, allungando così la durata della fase anagen.

Ciproterone Acetato

Un ormone steroideo antiandrogeno che compete col DHT per gli stessi recettori intracitoplasmatici e, avendo maggiore affinità, impedisce l'ingresso dello stesso nel nucleo delle cellule, minimizzando anche i suoi effetti dannosi sui capelli.

Low Level Laser Therapy

Consiste nell'indirizzare, mediante un casco o una particolare spazzola, delle radiazioni luce laser sulla cute per modificare l'attività delle cellule della matrice epiteliale del follicolo pilifero.

Purtroppo però, molto spesso né le terapie farmacologiche né quelle con le radiazioni luminose possono bastare per sconfiggere la calvizie o almeno ottenere qualche risultato. In questi casi molte volte l'alopecia è di tipo ereditario, quindi più difficile da sconfiggere, soprattutto a causa della sua irreversibilità.

L' Alopecia Androgenetica detta anche AGA (Andro Genetic Alopecia) è un tipo di alopecia che progredisce di continuo, non esistono farmaci in commercio in grado di arrestarla del tutto e neanche metodi per far ricrescere i capelli ormai persi.

PRP (Plasma ricco di Piastrine)

Inizialmente adoperato in tanti altri settori della Medicina, dall'Odontoiatria all'Ortopedia per citarne qualche esempio.

Il principio d'azione del PRP si basa sull'attività dei numerosi fattori di crescita in esso contenuti: sono considerati i più potenti attivatori delle cellule staminali e, poiché la calvizie è causata da una fase di quiescenza delle cellule staminali appartenenti ai follicoli piliferi, ecco che il PRP diventa un ottimo mezzo per combatterla.

Le cellule staminali quiescenti, infatti, non proliferano più come dovrebbero e così facendo, provocano una riduzione della crescita del capello, fino a una fase di totale arresto. A questo punto, il capello non potrebbe far altro che indebolirsi ulteriormente fino a cadere, ma per fortuna, iniettando il plasma ricco di piastrine, le cellule staminali vengono riattivate e viene così scongiurata la caduta del capello.

L' efficacia del trattamento con Plasma Ricco di Piastrine è completamente diversa rispetto alle cure farmacologiche precedentemente descritte. Parliamo di stimolazioni dirette delle cellule staminali del bulbo, e seppur i risultati non siamo immediati, il PRP ad oggi rappresenta il più forte aiuto non chirurgico contro la calvizie e il suo incessante progredire.

Il suo successo può essere facilmente riscontrabile, soprattutto mediante i tricogrammi di controllo che hanno mostrato grandi miglioramenti sia sui capelli già miniaturizzati dall'effetto dell'AGA, sia sulle zone circostanti altrimenti destinate al diradamento. Può essere considerato una sorta di "fertilizzante" naturale, che, in parole povere, salva quello che c'è da salvare e arresta l'ulteriore progredire del diradamento.

Calvizie Maschile: rimedi chirurgici

Infine, una più "drastica" forse, ma definitiva soluzione alla calvizie maschile, è l'Autotrapianto di Capelli FUE. Spesso considerata come "l'ultima spiaggia", l'autotrapianto consiste nel ridistribuire chirurgicamente un certo numero di unità follicolari, dalla zona donatrice alla zona ricevente.

Consta di tre diverse fasi, prelievo delle unità follicolari (UF), creazione dei siti riceventi e infine, innesto delle UF nelle zone che necessitano di un infoltimento. Il prelievo delle UF viene effettuato sulla zona nucale, dove i follicoli non sono sensibili all'azione del testosterone (in verità DHT), mediante i cosiddetti "punch", micro-bisturi circolari da 0,8-0,9mm che effettuano un carotaggio attorno alle UF distaccandole così dal tessuto circostante.

Queste piccole UF, prelevate con delle particolari pinzette e conservate in vaschette colme di ringer lattato (una soluzione adatta a mantenere le UF nelle loro condizioni fisiologiche), immediatamente dopo la creazione dei siti riceventi, vengono riposizionate per colmare le aree più diradate.

L'autotrapianto è un intervento chirurgico molto semplice se vogliamo, assolutamente indolore, non pericoloso per la salute, senza alcun effetto collaterale e inoltre, senza alcun tipo di cicatrice visibile.

Per le sue caratteristiche, è altamente consigliato in stadi avanzati di alopecia androgenetica, soprattutto quando nessun trattamento, né farmacologico né di altra natura, sia in grado di ripristinare la normale foltezza della capigliatura.