Masullo Medical Group

A cura del Dott. Vincenzo Masullo, tratta il problema della Calvizie ed il Trapianto Capelli.

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Cosa è la calvizie o alopecia androgenetica.

Con il termine calvizie, si indica una condizione ormai instaurata ed irreversibile di grave mancanza di capelli.


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Uno dei luoghi comuni più diffusi identifica la calvizie con la caduta dei capelli ma ciò non è corretto.

Con il termine calvizie, si indica specificatamente una condizione ormai instaurata e irreversibile di grave mancanza di capelli.

Il principale meccanismo della calvizie è la miniaturizzazione del capello, la trasformazione del capello terminale in capello 'vellus': il capello diventa, cioè, sempre più corto e sottile. Tale trasformazione dipende più precisamente dalla riduzione del bulbo ad opera di reazioni enzimatiche inibenti, che accorciano il ciclo di crescita del capello stesso, in condizioni di predisposizione genetica della persona.

Il bulbo rappresenta la parte vitale del capello, per questo il problema della calvizie è un problema del bulbo, non del fusto!

La calvizie maschile è quella che tutti conosciamo, cioè un diradamento progressivo del cuoio capelluto che parte dalle zone temporali, procede in senso posteriore, fino alla fusione con il diradamento del vertice o chierica. In altri rimangono visibili soltanto i capelli delle zone occipitali e temporali.

La calvizie esiste anche nella donna, tuttavia è più raramente grave per la ridotta presenza dell'ormone maschile (una delle cause fondamentali della calvizie). Si distingue perché non esiste, o è molto raro, il diradamento bi-temporale, cioè la stempiatura.

Si è visto che il fenomeno procede con velocità diversa da soggetto a soggetto e, nel maschio questo è condizionato dall'ereditarietà oltre che dalla quantità di ormone maschile nel tempo.

Durante i consulti medici è emerso che oggi più del passato, per alcune persone, la calvizie è diventato un problema piuttosto notevole e limitante nella vita . La mancanza dei capelli può avere ripercussioni non solo sul piano estetico, ma anche su quello psico-emotivo e sociale, nei rapporti con gli altri.

Quando la calvizie si presenta in giovane età diventa vera frustrazione perché si verifica una discronia tra un corpo giovane e prestante e quindi all'apice delle proprie potenzialità e un evento associato alla vecchiaia e alla perdita di energia e forza vitale

Di qui la ricerca, a volte spasmodica, di un rimedio e la disponibilità a sottoporsi a cure di indubbia efficacia o con effetti collaterali talvolta pesanti alla ricerca di una soluzione soddisfacente in grado di restituire la propria immagine.

Le cure e le terapie dermatologiche per la calvizie con finasteride e minoxidil sono tentativi per rallentare eventualmente la caduta dei capelli comunque sottoposti ad una evoluzione imprevedibile e irreversibile.

Quando la persona raggiunge la consapevolezza che i rimedi utilizzati nella prima fase della caduta non raggiungono l'effetto desiderato, nasce spesso il desiderio di rinfoltire in maniera radicale la propria immagine.

Tale desiderio lo porta verso un intervento di correzione estetica cioè alla chirurgia.

APPROCCIO CHIRURGICO DELLA CALVIZIE
Quando il disagio psicologico diventa cosi' profondo, la correzione estetica non è certamente una frivolezza, ma un modo per avere un miglioramento psico-emotivo e un rafforzamento dell'autostima .

La chirurgia della calvizie rappresenta l'unica via percorribile in modo serio qualora siano risultate inefficaci o insufficienti le varie terapie mediche.

Nel trattamento chirurgico della calvizie, l'autotrapianto dei bulbi piliferi ad unità follicolare, è l'intervento di prima scelta perchè scientificamente sicuro e comprovato e a tutt'oggi la soluzione ottimale.

L'intervento, eseguito in anestesia locale, è indolore e minimamente invasivo: consiste nel trasferire singoli follicoli contenenti da 1 a 5 capelli dall'area nucale a quella diradata o calva . Suo presupposto biologico è la 'memoria genetica' dei capelli nucali che non cadono dovunque siano trapiantati, principio che garantisce la crescita 'a vita' di tutti i capelli trapiantati senza bisogno di cure.

Per ottimizzare l'autotrapianto ed arrivare agli alti livelli qualitativi attuali è stato messo a punto negli ultimi anni uno strumentario chirurgico specifico che facilitano le fasi del prelievo, della creazione dei siti di ricezione e del posizionamento delle unità follicolari.

La semplicità dell'operazione e la quasi totale inapparenza dell'area operata hanno reso questi microinnesti sempre più accettati con entusiasmo dai pazienti . 

Infatti il risultato ottenibile si avvicina molto alla situazione naturale desiderata anche se esso dipende molto dalla estensione della superficie da coprire e dalla quantità di capillizio ancora presente.