Masullo Medical Group

A cura del Dott. Vincenzo Masullo, tratta il problema della Calvizie ed il Trapianto Capelli.

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PRGF il plasma ricco di fattori di crescita.

Cos’è la tecnica del PRGF? E qual è la sua applicazione nel campo della chirurgia tricologica?.


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Si tratta di una tecnica innovativa che trova applicazioni in svariati settori medici ed estetici tra cui la Dermatologia, Ortopedia e la Chirurgia Tricologica per trattare zone interessate da traumi di varia origine.

Questa pratica si basa sull’isolamento e sull’attivazione di tutte quelle particelle responsabili della stimolazione e dell’accelerazione della rigenerazione dei tessuti, prime fra tutte le piastrine e i relativi fattori di crescita (Growth Factors).

Le Piastrine

Le piastrine sono prodotte dal midollo osseo e vengono considerate i più piccoli elementi figurati del sangue; esse sono specializzate nei fenomeni di emostasi (bloccano cioè la fuoriuscita di sangue in caso di ferite) e risultano fondamentali nella coagulazione del sangue in quanto, appena a contatto con la lesione, rilasciano una grande quantità di fattori di crescita che vanno immediatamente a risanare la zona colpita. In particolare, quando un tessuto viene danneggiato, le sostanze rilasciate dai punti di rottura richiamano le piastrine dal flusso sanguigno a compiere il loro dovere di riparatori; queste ultime, attivate dal contatto col collagene, aderiscono tra di loro e aderiscono allo stesso tempo anche alla parete del vaso sanguigno danneggiato, andando a formare il cosiddetto “tappo emostatico”. Definite anche trombociti, esse sono sempre in circolo nel sangue, ma quello della riparazione è un fenomeno temporaneo che si attiva soltanto in seguito a degli specifici segnali di danno alle pareti del sistema circolatorio, e che si conclude quando il tessuto in questione è riparato.

I Fattori di Crescita (Growth Factors)

I Fattori di crescita possono essere definiti come particolari proteine il cui ruolo è stimolare la proliferazione e il differenziamento cellulare; esse infatti garantiscono l’abbandono della fase di quiescenza e l’entrata nella prima fase di crescita del ciclo cellulare, e, allo stesso tempo, sono responsabili del differenziamento e della maturazione delle cellule, in modo da garantire il corretto funzionamento dell’intero organismo. Specifici fattori di crescita agiscono su specifici organi: i fattori di crescita relativi alla pelle e ai capelli, ad esempio, sono l’ IGF-1, l’FGF, il VEGF. Essi, insieme alle citochine e alle interleuchine, regolano l’intero ciclo vitale delle cellule pilifere:

  • IGF1-I (Insuline Like Growth Factor 1), detti anche somatomedine e strutturalmente molto simili all’insulina, vengono prodotti per lo più dal fegato, sotto lo stimolo dell’ormone della crescita (GH), prodotto a sua volta dall’ipofisi
  • FGF-7 (Keratinocyte GF), noti come fattori di crescita dei cheratinociti, svolgono un ruolo fondamentale nella proliferazione e differenziazione di cellule e tessuti
  • VEGF (Vascular Endothelial Growth Factor), fattore di crescita dell'endotelio vascolare, si riferisce a una sottofamiglia di ormoni coinvolti nell’angiogenesi (formazione di vasi sanguigni da strutture già esistenti) e nella vasculogenesi (formazione ex-novo di un sistema circolatorio in età embrionale)

In particolare, essi agiscono positivamente sulla regolazione del ciclo vitale del follicolo in diversi modi:

  • stimolano e quindi prolungano la fase anagen , fase strutturale nella quale si formano tutti gli elementi relativi all’annesso pilifero (papilla, bulbo, ghiandola sebacea, muscolo erettore del pelo, follicolo del pelo)
  • posticipano il passaggio alla successiva fase catagen, di riposo, durante la quale il pelo completamente formato si spinge verso gli strati più superficiali dell’epidermide
  • riducono la durata della fase telogen, fase terminale durante la quale il bulbo è posizionato ancora nel follicolo pilifero ma le sue attività vitali sono cessate
  • azzerano la probabilità di apoptosi cellulare programmata dei cheratinociti della matrice del bulbo, dei fibroblasti della papilla dermica, dei melanociti del follicolo

Come si ottiene il PRGF?

Il metodo è molto semplice: basta un normale prelievo di sangue venoso (20-30 cc) dal paziente che deve sottoporsi al trattamento, sangue che poi verrà trasferito all’interno di apposite provette sterili.

Al sangue prelevato va immediatamente aggiunto del sodio citrato al 3,8% (spesso già contenuto all’interno della provetta) come chelante per gli ioni calcio, in modo da evitare la formazione del coagulo, che sequestrerebbe le tanto preziose piastrine. A questo punto le provette vanno inserite in una particolare centrifuga, facendo ben attenzione ad impostare correttamente sia il numero di giri per minuto (RPM) che i tempi dell’intero ciclo di centrifugazione (8 minuti circa), per non rischiare di far sedimentare anche le piastrine e ottenere di conseguenza, un plasma povero di piastrine. Al termine del ciclo di centrifugazione, nelle provette sarà ben evidente la divisione del sangue in 2 diverse fasi: nella parte inferiore si troveranno sedimentati i globuli rossi e i globuli bianchi, mentre nella parte superiore, la più preziosa, ci sarà il plasma misto alle piastrine e ai fattori di crescita concentrati (PRGF). A questo punto il plasma può essere aspirato da ogni provetta con una normale siringa sterile, facendo molta attenzione a non prelevare anche i vicini globuli bianchi che potrebbero rilasciare degli enzimi proteolitici dannosi per i tessuti. Non resta che iniettare il gel piastrinico nella cute del paziente, il quale non può essere in nessun caso diverso da quello a cui è stato prelevato il sangue. Inoltre, è bene sottolineare che la vita delle piastrine è alquanto limitata, pertanto è consigliabile effettuare i vari passaggi di questa tecnica nel più breve arco di tempo possibile (circa 30 minuti).

Quali sono le maggiori applicazioni del PRGF?

Come già detto in precedenza, i settori della Medicina in cui si utilizza questa validissima tecnica sono molteplici, ad esempio:

  • in Odontoiatria, per favorire l’attecchimento degli impianti
  • in Ortopedia, per accelerare la cura delle fratture e delle lesioni tendinee
  • in Chirurgia vascolare in Dermatologia e Chirurgia estetica, per l’attenuazione delle rughe (ringiovanimento cutaneo) e la vitiligine
  • in Chirurgia Tricologica nel trattamento delle calvizie e varie altre patologie del cuoio capelluto.

Focus - L’innovazione della biologia molecolare: i Mimicking Growth Factors (GFm)

Essendo chiara a questo punto la grande importanza che i fattori di crescita, e di conseguenza le piastrine, rivestono per il corretto svolgimento del ciclo vitale del follicolo pilifero e quindi per la salute della cute e dei capelli, possiamo ora soffermarci sulle ultime novità biomolecolari a riguardo. La biologia molecolare, infatti, ha permesso di ottenere in laboratorio delle “copie artificiali” dei fattori di crescita, i cosiddetti Mimicking Growth Factors (GFm)®.

MIMICKING GROWTH FACTORS (GFm)®: quando la biologia molecolare dà vita a molecole fondamentali per la nostra salute

Grazie all’incessante ricerca e alla forte avanguardia presente nel settore della biologia molecolare, è stato possibile dar vita a dei particolari polipeptidi, denominati Mimicking Growth Factors (GFm), i quali mimano alla perfezione l’azione dei fattori di crescita sopracitati: la somministrazione topica di GFm infatti, consente di regolare l’omeostasi delle varie linee cellulari e quindi di controllare nonché correggere le possibili alterazioni che il ciclo vitale dei follicoli può subire. Si tratta di polipeptidi costituiti da aminoacidi (da 10 a 100 circa) uniti tra loro da legami peptidici, dalla struttura equivalente a quella dei fattori di crescita naturali, che vanno ad esplicare la loro azione su specifiche cellule bersaglio. Queste molecole risultano assolutamente sicure, dotate di una struttura molecolare controllata che perciò non provoca alcun effetto collaterale per l’organismo. Parliamo insomma di una sorta di clonazione biomolecolare, ad oggi possibile grazie all’incessante ricerca nel settore e utilissima per ampliare il più possibile lo spettro di azione di queste molecole e quindi ottenere con le giuste tecniche, i migliori risultati sul cuoio capelluto.