Masullo Medical Group

A cura del Dott. Vincenzo Masullo, tratta il problema della Calvizie ed il Trapianto Capelli.

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PRP Domande e Risposte.

Domande e risposte frequenti circa il Plasma ricco di piastrine applicato al trapianto di capelli.


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Il PRP (plasma ricco di piastrine) è sicuro?

E' un trattamento sicuro poiché deriva dal paziente stesso e quindi si evita il rischio di malattie trasmissibili col sangue. Inoltre, proprio perché si ricava dal prelievo di sangue effettuato sul paziente, il PRP non presenta effetti collaterali come allergie, intolleranze o rigetto. Tutti i passaggi del PRP, dal prelievo di sangue all’iniezione nella cute, vengono effettuati nella massima sterilità per evitare che il sangue del paziente venga a contatto con l’ambiente esterno. Poiché la vita delle piastrine è alquanto limitata, i vari processi di questa tecnica vengono effettuati in maniera consecutiva e nel più breve tempo possibile (circa 30 minuti). Grazie alle condizioni ideali di centrifugazione, piastrine e fattori di crescita non subiscono alcun tipo di trauma permettendo a questo trattamento innovativo di svolgere la sua azione rigenerativa.

Dopo il trattamento ci sono limitazioni?

Il ritorno alle proprie attività è immediato, in quanto non si formano ematomi o lividi perché le piastrine prevengono la loro comparsa visto che contribuiscono alla coagulazione del sangue. Al termine del trattamento il paziente potrebbe notare un leggero arrossamento della zona trattata, ma che in poche ore andrà via. In ogni caso è buona norma evitare l’applicazione di prodotti cosmetici nelle prime ore post-trattamento e, solamente se sulla cute sono presenti eventuali ecchimosi o piccoli ematomi (che possono formarsi nel sito di prelievo del sangue o nei siti di iniezioni del concentrato piastrinico), è sconsigliata l'esposizione solare.

In quali campi della chirurgia viene utilizzato il PRP (plasma ricco di piastrine)?

Il PRP, dopo vari studi, ha dimostrato grande efficacia nei più svariati campi medici.

Nella medicina ricostruttiva e in odontoiatria: numerosi studi hanno dimostrato che in particolar modo il PDGF, uno dei fattori piastrinici contenuto nel PRP, accelera i tempi di cicatrizzazione delle ferite stimolando la rigenerazione cellulare, la vascolarizzazione dei tessuti e la produzione di collagene. Proprio per questo motivo, ad esempio, in odontoiatria, il PRP favorisce l’attecchimento degli impianti.

Ortopedia e in medicina dello sport, dove le patologie che possono essere trattate con il gel piastrinico sono: artrosi e altre lesioni della cartilagine (osteocondriti, ecc); ritardo del consolidamento osseo; tendiniti (acute e croniche); lesioni e traumi muscolari (strappi, stiramenti, ecc); lesioni traumatiche di legamenti. I fattori piastrinici contenuti nel PRP, primi fra tutti TGFb e IGF I, stimolano la produzione di fibroblasti e osteoblasti, inibendo al tempo stesso gli osteoclasti, che attuano il deterioramento dell’osso.

In dermatologia, i fattori di crescita piastrinici sono diventati con il tempo uno dei primi alleati per combattere gli inestetismi della pelle, infatti gli orizzonti terapeutici dei Growth Factors (fattori di crescita presenti nel PRP) diventano decisamente interessanti per la cura di varie patologie della pelle, degli annessi e delle mucose, con possibilità di curare patologie cutanee come la psoriasi, la vitiligine, ustioni e ferite chirurgiche. Molti sono gli studiosi che hanno focalizzato la loro attenzione sugli aspetti terapeutici del PRP nell’invecchiamento cutaneo estetico e patologico.

In Tricologia, dove ormai sono anni che il PRP si è dimostrato uno dei metodi più efficace per combattere la caduta dei capelli.

Il PRP è efficace in caso di alopecia?

L’alopecia, ovvero la perdita di capelli localizzata o diffusa, è un fenomeno che interessa sia l’emisfero maschile che quello femminile, ma grazie al PRP è possibile contrastare questo fastidiosissimo inestetismo! Il PRP rimette in funzione l’intero ciclo di crescita dei capelli, riducendo in modo evidente le aree maggiormente diradate. Infatti, le cellule staminali in quiescenza dei bulbi piliferi vengono stimolate dai fattori di crescita presenti nel PRP a ridurre i processi infiammatori cutanei e a ridurre i meccanismi di morte cellulare. Nella alopecia androgenica, il PRP può far ricrescere un numero di capelli (ovviamente non definibile) soprattutto negli stadi iniziali della patologia. Nella alopecia areata, il PRP rappresenta il trattamento con percentuali più elevate di ricrescita dei capelli nelle chiazze attive. Nella alopecia cicatriziale può svolgere un importante effetto di controllo del processo infiammatorio e di riduzione della progressiva morte dei bulbi ancora attivi, soprattutto nelle forme iniziali.

Ogni quanto tempo si può ripetere il trattamento con PRP?

È possibile effettuare trattamenti ciclici a scopo terapeutico o di mantenimento, ovviamente i tempi e le modalità variano in base alla condizione del paziente. In generale, il protocollo prevede un ciclo di 8-10 sedute a distanza di circa 3 mesi.

Posso abbinare il PRP ad un trapianto di capelli?

PRP e autotrapianto sono due alleati nel combattere il fastidioso problema della caduta dei capelli. Infatti, è nostro protocollo abbinare un trattamento di PRP all’intervento di autotrapianto per ottenere un attecchimento più rapido dei bulbi trapiantati; per stimolare la crescita di altri bulbi silenti e per accelerare i tempi di guarigione della cute del cuoio capelluto sottoposto al trapianto. Inoltre il PRP abbinato all’autotrapianto dei capelli stimola la rivascolarizzazione dei tessuti, diminuendo così la possibilità di necrosi ed apoptosi del follicolo.