Masullo Medical Group

A cura del Dott. Vincenzo Masullo, tratta il problema della Calvizie ed il Trapianto Capelli.

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Il prelievo delle unità follicolari nell'autotrapianto di capelli FUE.

La tecnica FUE (il cosiddetto prelievo follicolare mediante microaspiratore monobulbare) inizialmente oggetto di dibattito, viene oggi adottata come pratica abituale dei prelievi anche se soltanto da pochi chirurghi.


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Fondamentalmente oggi le due procedure di prelievo alla base dell'autotrapianto di capelli sono rappresentate da:

  • Escissione di una losanga occipitale di cuoio capelluto strip-estraction con successiva dissezione stereomicroscopica delle unità bulbari
  • Prelievo diretto delle singole unità bulbari mediante metodica F.U.E ( Follicular Unit Extraction)

Entrambe le procedure sono praticate sulla parte posteriore e/o laterale dello scalpo. La tecnica di prelievo oggi più diffusa è l'escissione della losanga occipitale. Al microscopio il lembo cutaneo viene poi selezionato in unità follicolari (contenenti da 1 a 4 capelli) e unità multifollicolari (contenenti dai 3 ai 6 capelli ciascuna).

La creazione di unità follicolari molto piccole consente di poter utilizzare aghi sottili per allestire i siti di ricezione, così da non correre il rischio di danneggiare i follicoli vicini e provocare eccessivo danno vascolare

Il microtrapianto di unità follicolari (dall'inglese Follicular unit micrografting) o FUT ha permesso di superare i limiti delle precedenti tecniche, compreso l'antiestetico " effetto bambola" (pluggy look) e di allargare il numero di candidati alla chirurgia della calvizie. Questa procedura, di grande flessibilità, consente più di qualunque altra di ricreare o ridefinire la linea frontale e temporale in modo talmente naturale da rendere quasi impossibile la percezione che il soggetto si sia sottoposto a ripristino chirurgico.

La tecnica FUE (il cosiddetto prelievo "follicolare" mediante microaspiratore monobulbare) inizialmente oggetto di dibattito, viene oggi adottata come pratica abituale dei prelievi anche se soltanto da pochi chirurghi. Il vantaggio attribuito a tale tecnica, rappresentato dalle minori dimensioni con conseguente minore visibilità delle cicatrici, necessita di ulteriori valutazioni. E' utilizzabile essenzialmente nelle forme più lievi di calvizie dove possono bastare 400 – 500 bulbi. Si tratta di una metodica moderna nella quale l'estrazione delle unità follicolari avviene mediante l'utilizzo di un punch, cioè di un microbisturi circolare in grado di prelevare segmenti minimi di cuoio capelluto contenenti uno o due bulbi. E' un metodo valido per ridurre le stempiature ma poco adatto quando si voglia rinfoltire una zona ampia: in questi casi prima di raggiungere un risultato soddisfacente dovranno essere effettuate varie sedute a distanza tra loro di qualche mese.

L'affinamento e la personalizzazione da parte dei chirurghi delle varie procedure esistenti ha portato alla continua messa a punto di tecniche individuali, divulgate poi attraverso pubblicazioni e congressi dedicati. Ma su un punto tutti i chirurghi sono sempre concordi, di procedere nei primi millimetri della zona frontale (praticamente il 5 – 10% del totale dei capelli da trapiantare) con la tecnica di micrografting. Per il resto la scelta è discrezionale: dal trapianto totale (autotrapianto di unità follicolari) al micro/minitrapianto, dagli innesti combinati (slot punch) agli innesti lineari.

Prima di descrivere la procedura chirurgica bisogna considerare alcuni elementi che contribuiscono a determinarne il successo e fra questi l'organizzazione dell'ambulatorio chirurgico, la distribuzione razionale degli spazi, la strumentazione utilizzata durante l'intervento.

L'autotrapianto dei capelli deve essere praticato in una struttura qualificata, che garantisca la costante presenza dell'anestesista in tutte le fasi dell'intervento e che sia dotata di attrezzature per la rianimazione, garantendo così la massima sicurezza del paziente.

La sala operatoria deve essere sufficientemente spaziosa, adeguatamente illuminata, dotata di poltrone ad altezza regolabile e di un tavolo operatorio automatizzato che consenta la posizione di Trendedelenburg.