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A cura del Dott. Vincenzo Masullo, tratta il problema della Calvizie ed il Trapianto Capelli.

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Articolo Principale

Trapianto Capelli, la guida dalla visita preliminare al decorso post operatorio. Guida al trapianto Capelli.

La visita Preliminare, La progettazione del Trapianto di Capelli Fue, L'anestesia, Il prelievi delle Unità Follicolari, I microfori, Le Graft, L'impianto, La medicazione, Il decorso Post-Operatorio.


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Negli ultimi anni, l’autotrapianto in tecnica FUE si è largamente diffuso ma, purtroppo, non sempre chi pubblicizza tale tipo di intervento si dimostra poi all’altezza nell’effettuarlo. E’ molto importante perciò, informarsi bene, raccogliere quante più nozioni possibili a riguardo, valutare l’esperienza del chirurgo che si sceglie, per potersi affidare a un esperto del settore e poter ottenere un giusto e soddisfacente risultato. Con questo articolo vogliamo rendere ben chari a tutti i nostri lettori come

Trapianto Capelli: La visita preliminare

La visita col chirurgo estetico rappresenta il primo passo fondamentale per iniziare ad affrontare il discorso del trapianto di capelli, rappresenta un passaggio chiave in tutto l’excursus dell’autotrapianto: è il momento durante il quale il paziente viene a conoscenza del chirurgo prescelto, della sua storia lavorativa, della sua esperienza nel settore; allo stesso modo, il chirurgo viene a conoscenza dei desideri del paziente, dei motivi psicologici ed estetici che lo spingono a sottoporsi a tale intervento, delle speranze che ripone in esso, nonché dell’anamnesi e della sua storia personale, informazioni tutte molto utili per inquadrare al meglio il caso.

Questo passaggio è alquanto fondamentale in quanto rappresenta il momento nel quale si instaura tra paziente e chirurgo uno scambio reciproco di fiducia: il paziente saprà di essere in mani esperte e sentirà di poter esternare tranquillamente qualsiasi dubbio al suo chirurgo, il quale sarà sempre lì, pronto a chiarire e superare insieme ogni minima perplessità. Scegliere la persona giusta a cui affidarsi è un requisito basilare e importantissimo per vivere serenamente l’intera procedura del trapianto di capelli, dalla prima consulenza al post-intervento.

Progettare l'intervento di Trapianto Capelli

Una volta scelto il chirurgo a cui affidarsi per il trapianto di capelli, il passaggio successivo è rappresentato dalla progettazione virtuale dell’intervento. In pratica, una volta ottenute tutte le informazioni di base sul paziente (anamnesi, storia del paziente, ereditarietà) il medico ha il compito di elaborare un vero e proprio progetto virtuale su quello che sarà l’intervento chirurgico: partendo da una valutazione dello stato di partenza del paziente (grado di calvizie, qualità del capello, qualità della zona donatrice, zone da infoltire con maggiore o minore densità) egli può calcolare con relativa precisione, la quantità di unità follicolari da trapiantare, la loro distribuzione sul cuoio capelluto, quindi il numero di sedute e i tempi necessari per svolgere l’intero lavoro.

Molto, in questo momento, dipende dagli obiettivi che si pone il paziente che ricorre a questo tipo di intervento: molte volte purtroppo i desideri superano la realtà, nel senso che magari non sempre si può giungere a determinati risultati se la situazione di partenza non lo permette. Pertanto, è sempre doveroso per il chirurgo, prendere in considerazione tutti questi dettagli e rendere il paziente partecipe e pienamente consapevole di tutte le variabili possibili, per poter disegnare insieme le linee guida di quello che sarà l’intervento di trapianto di capelli.

Trapianto Capelli: L'Anestesia

Il trapianto di capelli in tecnica FUE è un intervento relativamente semplice chirurgicamente e non invasivo per il paziente, pertanto avviene in analgesia locale. Il principale anestetico utilizzato è la lidocaina, un farmaco comunemente usato come anestetico locale e molto diffuso soprattutto in Odontoiatria e in Micro-chirurgia. La lidocaina ha un’azione molto rapida ma allo stesso tempo durevole: praticamente essa impedisce la conduzione dello stimolo doloroso nella fibra nervosa sia a livello cutaneo che a livello profondo, ma viene smaltita molto facilmente dall’organismo, sottoforma di metaboliti mediante le urine. Essa viene utilizzata ad una concentrazione del 2%, e spesso, come nel nostro caso, in associazione con l’adrenalina, un potente vasocostrittore, per controllare il sanguinamento durante l’intervento. Inoltre, nel nostro caso, questo anestetico viene diluito in un’uguale quantità di soluzione fisiologica, pertanto diventa ancora più blando e semplice da smaltire per l’organismo.

Trapianto Capelli: Il prelievo delle Unità Follicolari

Di solito, il prelievo delle UF in tecnica FUE, avviene sulla zona occipitale della testa, dove di regola ritroviamo i bulbi migliori (massima resa), fino a raggiungere le zone parietali, dove i capelli si assottigliano e risultano più affini ai capelli presenti sulla linea frontale. Talvolta però tale zona donatrice può risultare già particolarmente sfruttata, magari da un precedente trapianto, o comunque non sufficiente per prelevare la quantità necessaria di follicoli. In questo caso è possibile procedere con un prelievo ectopico, ossia da una zona donatrice diversa da quella abituale.

Comunque, qualsiasi sia la zona donatrice, di norma il prelievo delle unità follicolari (UF) in tecnica FUE avviene mediante dei comuni micromotori elettrici su cui montano delle particolari punte dette punch: si tratta di affilatissimi microbisturi circolari (0,7-0,8 mm) cavi al loro interno, che effettuano un vero e proprio carotaggio sulla zona donatrice, distaccando ogni UF dal tessuto circostante e rendendola una vera e propria “carotina” pronta per essere prelevata dalla nuca mediante apposite pinze chirurgiche. Ovviamente, la manualità e l’esperienza dell’operatore in questo momento rappresentano un punto cardine: solo una mano esperta può controllare adeguatamente la profondità di inserimento del punch nella cute, in modo da rispettare sempre le strutture nervose e vascolari, e garantire che non ci sia alcun tipo di danno al tessuto né alle unità follicolari.

Unità lesionate o non integre non sono adatte per essere innestate (quindi vanno eliminate) poiché non avrebbero un corretto attecchimento e quindi non porterebbero al risultato sperato. Una volta prelevate, le unità follicolari vengono riposte in apposite piastre, circolari sterili e refrigerate (piastre di Petri), ripiene di una soluzione isotonica a base di Ringer lattato, Hypothermosol e ATP, entrambe sostanze potentissime per la sopravvivenza fisiologica delle cellule del follicolo pilifero.

A dispetto del “semplice” Ringer lattato (soluzione isotonica contenente diversi elettroliti), l’utilizzo combinato di Hypothermosol e ATP riduce di gran lunga il rischio di danni cellulari ed elimina il rischio di eccessivo shock termico, aumentando in tal modo anche la qualità stessa delle graft innestate che daranno così vita a capelli sani e ricchi. Successivamente, i follicoli asportati e così conservati, vengono ripuliti dagli scarti organici ed ordinati in base al numero di capelli contenuti, pronti per essere poi impiantati nelle zone glabre.

Trapianto Capelli: I microfori

La fase della creazione dei siti riceventi le unità follicolari risulta alquanto fondamentale poiché è proprio in questo momento che viene stabilita la giusta angolazione e direzione dei capelli che verranno successivamente innestati. E’ importantissimo quindi affidarsi a personale competente e con una certa esperienza sul campo.Questa fase avviene mediante microbisturi (dimensione 0,8/0,9/1,0 mm, angolati a 45° o lineari) che entrando nella cute, seguendo sempre la giusta angolazione, danno vita ai siti riceventi le UF di diversa grandezza. Esiste infatti un preciso criterio secondo il quale vengono distribuiti i diversi calibri di microbisturi sul cuoio capelluto da trattare: sulla linea frontale i fori saranno di dimensioni inferiori e più stretti tra loro poiché conterranno le unità monobulbari, cioè con un solo capello, in modo da ottenere un risultato naturale e non artefatto; man mano che ci si sposta verso il centro e il vertex, lo spessore del microbisturi aumenta, così come quello delle unità follicolari, per ottenere invece maggiore foltezza.

Trapianto Capelli: Le Grafts

Le unità follicolari rappresentano il punto-chiave dell’intervento di autotrapianto di capelli, la base organica su cui ruota l’intera procedura operatoria. In quanto substrato organico molto delicato, le grafts vanno mantenute sempre nelle più adatte condizioni fisiologiche per poter salvaguardare tutte le proprietà chimiche e biologiche e per permettere il loro corretto attecchimento. Pertanto, una volta prelevate (mediante carotaggio con bisturi punch e pinze), le unità follicolari vengono depositate in apposite piastre refrigerate, immerse in una soluzione costituita da Ringer lattato unito a Hypothermosol e ATPv, idoneamente combinati tra loro.

Successivamente, i follicoli asportati e così conservati, vengono ripuliti dagli scarti organici ed ordinati scrupolosamente in base al numero di capelli contenuti, pronti per essere poi impiantati sul cuoio capelluto. L’utilizzo di particolari sostanze per la conservazione delle unità follicolari rappresenta un passaggio fondamentale per garantire il completo attecchimento delle stesse. A dispetto del “semplice” Ringer Lattato (soluzione isotonica contenente diversi elettroliti), l’utilizzo combinato di Hypothermosol e ATP riduce di gran lunga il rischio di danni cellulari ed elimina il rischio di eccessivo shock termico, aumentando in tal modo anche la qualità stessa delle graft innestate che daranno così vita a capelli sani e ricchi.

Trapianto Capelli: L'impianto delle Unità Follicolari

L’innesto delle unità follicolari avviene sempre singolarmente e mediante particolari e sottili pinze chirurgiche, attraverso un semplice scivolamento dei bulbi nei micro-fori creati in precedenza, ovviamente sempre seguendo l’angolazione e la direzione corretta. Sia che si tratti di un normale prelievo Fue infatti, di un trapianto papillare o di un trapianto ectopico, l’inserimento delle unità follicolari nella cute avviene sempre nella stessa modalità, e cioè per scivolamento.

Le grafts vengono innestate singolarmente in ciascun microforo. L’intervento sarà terminato quando tutti i fori saranno occupati da un innesto. Ovviamente, l’attecchimento delle grafts al tessuto cutaneo non è immediato ma richiede circa 3-4 giorni. Prerogativa fondamentale per un buon risultato finale è una discreta manualità dell’operatore, soprattutto in questo momento dell’autotrapianto di capelli: danneggiare i bulbi durante l’innesto equivale a compromettere il loro attecchimento nel tessuto nonché la riuscita stessa del trapianto. Diventa ancor più necessario quindi, rivolgersi a cliniche attrezzate e ad equipe preparate sull’argomento.

Trapianto Capelli: La Medicazione

Seppur senza alcuna cicatrice permanente, l’autotrapianto di capelli in tecnica FUE provoca delle micro-incisioni che a termine dell’intervento vanno medicate, sia per una questione di igiene che di guarigione. Si tratta di microfori circolari dal diametro di 0,7-0,8 mm (la stessa dimensione del bisturi punch per intenderci), che durante il normale processo di cicatrizzazione, si invaginano verso l’interno fino quasi a scomparire del tutto. Nell’immediato però, trattandosi comunque di micro-ferite, vanno medicate e disinfettate con una specifica crema cicatrizzante a base di acqua ossigenata, e inoltre racchiuse in garze sterili da portare così come vengono poste per un giorno soltanto. Nel giorno seguente appunto, questa medicazione verrà rimossa e i micro-fori continueranno il loro velocissimo processo di cicatrizzazione tranquillamente a contatto con l’aria.

Per velocizzare ulteriormente il processo di cicatrizzazione, vengono utilizzate delle particolari pellicole sterili, ipoallergeniche e traspiranti che consentono uno scambio ottimale di ossigeno e vapore acqueo, tale da mantenere il corretto grado di umidità a contatto con la ferita, ma essendo allo stesso tempo impermeabili a virus e batteri, proteggono il sito interessato dalle contaminazioni esterne.

Trapianto Capelli: Il decorso post operatorio

Il trapianto di capelli non comporta grosse conseguenze ma richiede solo un po’ di attenzione, soprattutto nei primi giorni post-intervento in cui avviene l’attecchimento delle unità follicolari.

Non essendoci alcun effetto collaterale, nessun punto di sutura né cicatrice, il paziente può tranquillamente riprendere la sua quotidianità, eccezion fatta per le attività sportive (da sospendere per circa 20/30 giorni). Per favorire l’attecchimento degli innesti, è sufficiente non fare sforzi o gesti inconsulti che potrebbero causare un aumento improvviso di pressione sanguigna e uno spostamento delle UF innestate, e seguire le indicazioni comportamentali suggerite dal chirurgo (alimentazione, lavaggi, ecc) almeno fino alla caduta delle crosticine che si formano post-operazione.

Il decorso post-operatorio prevede un’iniziale crescita dei capelli trapiantati, ma purtroppo provvisoria: in percentuale variabile, essi tenderanno a spezzarsi e a rendere di nuovo visibili le zone diradate prima dell’intervento. Dopo una fase di stallo che dura circa 2-3 mesi, si assiste alla crescita e allo sviluppo graduale di nuovi capelli che pian piano porteranno al risultato finale, visibile e apprezzabile solo intorno ai 10-12 mesi dopo l’operazione.


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