Masullo Medical Group

A cura del Dott. Vincenzo Masullo, tratta il problema della Calvizie ed il Trapianto Capelli.

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Trapianto di Barba.

Cos'è e come si effettua il trapianto di Barba? e di Baffi? .


Trapianto-di-Barba

Oggi, sempre più uomini sanno che esiste la possibilità di ricostruire sia la barba, che i baffi, e di conseguenza, conoscono l’opportunità di avere un diverso style anche per quanto riguarda i peli facciali. Secondo dati raccolti dall'associazione ISHRS, il 90% dei trapianti di capelli che non riguardano lo scalpo sono indirizzati all'area facciale, incluse sopracciglia, ciglia, barba e baffi, che tra l’altro posseggono la percentuale maggiore.

Le motivazioni che spingono un paziente a pensare al trapianto di barba e possono essere diverse:

  • cicatrici da trauma, ustioni o interventi chirurgici.
  • alopecia da trazione.
  • ipotrichia o atrichia congenita.
  • cicatrici post-follicolite.
  • alopecia areata estesa.

In alcuni casi invece, l'uomo viene spinto esclusivamente da un senso estetico e dalla voglia di aumentare la densità della barba o dei baffi in alcune zone, a seconda dell’esigenza e dello stile che preferisce.

Esistono differenze tra il normale autotrapianto di capelli e il trapianto di barba o baffi?

Sì, esistono delle leggere differenze, ma prima di approfondire questo discorso bisogna analizzare l'anatomia del viso e della barba stessa, e le differenze che esistono tra i capelli dello scalpo e i peli della barba.

Innanzitutto va detto che i peli di barba e baffi sono costituiti per lo più da unità follicolari singole, contenenti cioè un singolo capello; in secondo luogo dobbiamo precisare che mentre la crescita della barba inizia durante la pubertà, sotto l'influenza degli ormoni androgeni e cresce in densità fino all'età di 35-36 anni, i capelli dello scalpo reagiscono in maniera opposta all’azione di tali ormoni che in questo caso provocano invece la caduta e quindi la perdita dei capelli.

Per quanto riguarda la foltezza della barba, inoltre, esistono differenze anche in base all'etnia del soggetto in esame: gli Indiani e i Mediorientali, ad esempio, posseggono barbe più folte; i Caucasici e gli Africani godono anch'essi di una buona intensità e sicuramente hanno più peli nella barba rispetto agli Orientali.

Tornando al discorso anatomico, possiamo dividere il viso in due profili: uno laterale e l’altro frontale. La visione laterale comprende le basette, la barba delle guance, la barba sulla zona mascellare e l'area sottomandibolare. Nel profilo frontale invece ritroviamo i baffi e il cosiddetto pizzetto (peli del mento e barba sottolabiale), zone dotate della foltezza maggiore. Di norma, anche i peli che si estendono sul collo, al di sotto del mento e della mascella, vengono considerati parte della barba, ma in questa zone si preferisce per lo più non intervenire per preferire invece zone più evidenti e più bisognose di infoltimento.

Una differenza sostanziale tra lo scalpo e la barba è la densità delle unità follicolari che vengono trapiantate: per la barba siamo intorno alle 25-30 UF per centimetro quadrato, quindi inferiore alla densità che si ottiene con un trapianto sul cuoio capelluto.

Di tutte le varie zone del viso, quella più folta di peli è sicuramente il mento e la porzione mediana dei baffi. Infine, pare che anche la forma delle unità follicolari sia un po’ differente: più ellittica per il pelo della barba rispetto al capello dello scalpo, più ovale o circolare.

La pianificazione di un trapianto di barba e baffi è differente dal trapianto di capelli?

Praticamente no, i principi fondamenti del trapianto sono gli stessi ma forse vanno pianificati in maniera diversa. Il chirurgo che deve effettuare questo tipo di intervento ha bisogno di esaminare l'intero viso nel dettaglio per poter calcolare quante unità follicolari sono richieste per ogni zona della barba e dei baffi che va ricostruita.

La maggior parte dei pazienti che si affaccia a tale metodica risulta affetta da ipotrichia (scarsa quantità di peli) o atrichia (assenza totale di peli) congenita e in genere necessita di almeno 2500 unità follicolari per ricostruire sia la barba che i baffi.

Le unità vengono rimosse dall'area donatrice nello stesso modo in cui avviene durante la FUE effettuata per i capelli; anche il tipo di anestesia è lo stesso, ma essendo lievemente più fastidiosa si procede inizialmente bloccando dei precisi nervi del viso, i quali una volta anestetizzati, impediscono di avvertire altro dolore in seguito.

La differenza sostanziale invece, sta nella distribuzione dei bulbi e nella creazione dei siti riceventi. Tuttavia, va specificato che proprio come avviene nel normale autotrapianto di capelli, anche nel trapianto di barba le unita mono-follicolari vengono distribuite sui bordi, per ottenere un risultato più naturale (lo stesso avviene sulla linea frontale della testa) , mentre le unità follicolari più grosse ricoprono le zone più centrali per dare foltezza.

In teoria, il prelievo di unità follicolari può avvenire anche mediante la tecnica FUT (o Strip) ma la maggior parte dei pazienti rifiuta una procedura invasiva con punti di sutura e quindi cicatrice.

Per i trapianti di piccole entità (100 - 150 UF) si possono prelevare anche unità dalla barba stessa, sopratutto nella zona del mento che, come già detto, è quella più ricca; per tutti gli altri casi si preferisce comunque il prelievo dallo scalpo. Le basette e le guance sono le parti più importanti del profilo laterale: ecco perché si preferisce effettuare fori a mo' di corona che aiutano l'allineamento del pelo secondo un angolo più acuto e parallelo alla pelle.

Basette: La parte alta della basetta appare sempre più folta, il che può essere facilmente spiegato se consideriamo che ci troviamo in una zona a confine coi capelli, a densità più alta, e che inoltre in quella zona i peli crescono con un orientamento diretto verso il basso. Comunque, possiamo dire che in media, per ottenere un buon risultato vanno trapiantate circa 200 unità per lato.

Guance: anche sulla zona delle guance i fori vengono orientati in maniera asimmetrica, quasi incrociata, come se fossero orientati lateralmente e in basso; questo perché si tratta di una zona abbastanza grande che durante l'innesto viene divisa teoricamente in due zone, il bordo e il corpo centrale. Il bordo necessita sicuramente di una minore densità e, anche per donare un senso di naturalezza, vengono impiantate unità mono-follicolari. Il corpo centrale invece necessita di una maggiore densità per poter dare il massimo effetto foltezza, ed ecco perché in questa zona vengono impiantate unità da 2 e da 3 capelli, sfumando poi verso l'attaccatura con le mascelle con innesti più sottili. In media, servono circa 600 unità follicolari per ogni lato del viso. Come la basetta, anche la barba sulla mascella gode dell'effetto stratificazione dall'alto, il che permette di impiantare un numero inferiore di unità.

Baffi e Pizzetto: esteticamente, il profilo frontale risulta sicuramente più importante rispetto al laterale e perciò richiede una quantità maggiore di innesti. Il numero totale di unità per la ricostruzione di baffi e pizzetto si aggira attorno a 1000-1100: circa 500 unità vengono impiantate sui baffi dove la densità è più alta (35-40 FU/centimetro quadrato), soprattutto nella zona superiore, e dove i peli sono diretti verso il basso; in questa zona si effettuano fori con orientamento sagittale, con un angolo il più possibile parallelo alla pelle.

Il pizzetto è un'altra zona che richiede un certo numero di unità (almeno 700). Nella parte alta, dove la pelle si presenta più sottile e la lama può facilmente penetrare la mucosa orale, il chirurgo deve stare attento a non applicare troppa forza nel creare tali siti riceventi che, tra l’altro, sono anch’ essi orientati verso il basso.

Per ovviare a tale problematica e per rendere la pelle più tesa e turgida, adatta quindi a sopportare il taglio della lama, si effettua un'infiltrazione di soluzione salina e inoltre, il chirurgo o un suo operatore effettua una vera e propria trazione manuale per estendere il tessuto facciale. Spesso, a causa della natura del tessuto di questa zona, capita che già prima di inserire le unità i fori effettuati tendono a richiudersi e, quando questo accade, basta estendere la pelle per renderli di nuovo pronti ad accogliere gli innesti, oppure si può procedere diversamente, inserendo le unità follicolari man mano che si creano i siti.

Anche il post-operatorio dopo un trapianto di barba risulta molto simile a ciò che accade dopo un trapianto di capelli: nei 2 giorni successivi all’intervento si potrebbe accusare un minimo gonfiore e qualche lieve ecchimosi e, inoltre, anche in questo caso la crescita dei peli inizia dopo 3 mesi per terminare pressoché dopo un annetto.