Guida all’intervento di Trapianto Capelli

Ecco tutta la guida all’intervento di trapianto di capelli, spiegata fase dopo fase: dal primo incontro con il chirurgo, al decorso post operatorio.

Pubblicato da Vincenzo Masullo il 21 Giugno 2019

La visita preliminare

La visita col chirurgo estetico rappresenta il primo passo fondamentale per iniziare ad affrontare il discorso del trapianto di capelli, è infatti un passaggio chiave in tutto l’excursus dell’autotrapianto.

Durante questo incontro, il paziente viene a conoscenza del chirurgo prescelto, della sua storia lavorativa, della sua esperienza nel settore; cosi come, il chirurgo viene a conoscenza dei desideri del paziente, dei motivi psicologici ed estetici che lo spingono a sottoporsi a tale intervento, delle speranze che ripone in esso, nonché dell’anamnesi e della sua storia personale; informazioni tutte molto utili per inquadrare al meglio il caso. Durante questo passaggio si instaura tra paziente e chirurgo uno scambio reciproco di fiducia: il paziente saprà di essere in mani esperte e sentirà di poter esternare tranquillamente qualsiasi dubbio al suo chirurgo, il quale sarà sempre lì, pronto a chiarire e superare insieme ogni minima perplessità.

Progettare l'intervento

Una volta scelto il chirurgo a cui affidarsi per il trapianto di capelli, il passaggio successivo è rappresentato dalla progettazione virtuale dell’intervento.

In pratica, una volta ottenute tutte le informazioni di base sul paziente (anamnesi, storia clinica, ereditarietà) il medico ha il compito di elaborare un vero e proprio progetto virtuale su quello che sarà l’intervento chirurgico: partendo da una valutazione dello stato di partenza del paziente (grado di calvizie, qualità del capello, qualità della zona donatrice, zone da infoltire con maggiore o minore densità) calcolando in questo modo con relativa precisione la quantità di unità follicolari da trapiantare, la loro distribuzione sul cuoio capelluto, quindi il numero di sedute e i tempi necessari per svolgere l’intero lavoro.

Disegno linea frontale

Decisivi in questa fase sono gli obiettivi che si pone il paziente che ricorre a questo tipo di intervento: molte volte purtroppo i desideri superano la realtà, nel senso che magari non sempre si può giungere a determinati risultati se la situazione di partenza non lo permette. Pertanto, è sempre doveroso per il chirurgo, prendere in considerazione tutti questi dettagli e rendere il paziente partecipe e pienamente consapevole di tutte le variabili possibili, per poter disegnare insieme le linee guida di quello che sarà l’intervento di trapianto di capelli.

L'anestesia

Il trapianto di capelli in tecnica FUE è un intervento relativamente semplice chirurgicamente e non invasivo per il paziente, pertanto avviene in anestesia locale.

Il principale anestetico utilizzato è la lidocaina, un farmaco molto diffuso soprattutto in Odontoiatria e in Micro-chirurgia. La lidocaina ha un’azione molto rapida ma allo stesso tempo durevole: praticamente essa impedisce la conduzione dello stimolo doloroso nella fibra nervosa sia a livello cutaneo che a livello profondo, e viene smaltita molto facilmente dall’organismo, sotto forma di metaboliti mediante le urine.

Essa viene utilizzata ad una concentrazione del 2%, e spesso, come nel nostro caso, in associazione con l’adrenalina, un potente vasocostrittore, per controllare il sanguinamento durante l’intervento. Inoltre, nel nostro caso, questo anestetico viene diluito in uguale quantità di soluzione fisiologica, pertanto diventa ancora più blando e semplice da smaltire per l’organismo.

Il prelievo delle unità follicolari

Il prelievo delle unità follicolari in tecnica FUE, avviene sulla zona occipitale della testa, dove di regola ritroviamo i bulbi migliori (massima resa), fino a raggiungere le zone parietali, dove i capelli si assottigliano e risultano più affini ai capelli presenti sulla linea frontale.

Talvolta però tale zona donatrice può risultare già particolarmente sfruttata, magari da un precedente trapianto, o comunque non sufficiente per prelevare la quantità necessaria di follicoli. In questo caso è possibile procedere con un prelievo ectopico, ossia da una zona donatrice diversa da quella abituale.

Qualsiasi sia la zona donatrice, di norma il prelievo delle unità follicolari (UF) in tecnica FUE avviene mediante dei comuni micromotori elettrici su cui montano delle particolari punte dette punch: si tratta di affilatissimi micro-bisturi circolari (0,7-0,8 mm) cavi al loro interno, che effettuano un vero e proprio carotaggio sulla zona donatrice, distaccando ogni UF dal tessuto circostante e rendendola una vera e propria “carotina” pronta per essere prelevata dalla nuca mediante apposite pinze chirurgiche. Ovviamente, la manualità e l’esperienza dell’operatore in questo momento rappresentano un punto cardine: solo una mano esperta può controllare adeguatamente la profondità di inserimento del punch nella cute, in modo da rispettare sempre le strutture nervose e vascolari, e garantire che non ci sia alcun tipo di danno al tessuto né alle unità follicolari.

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Unità lesionate o non integre non sono adatte per essere innestate (quindi vanno eliminate) poiché non avrebbero un corretto attecchimento e quindi non porterebbero al risultato sperato.

Una volta prelevate, le unità follicolari vengono riposte in apposite piastre, circolari sterili e refrigerate (piastre di Petri), ripiene di una soluzione isotonica a base di Ringer lattato, Hypothermosol e ATP, entrambe queste sostanze sono potentissime per la sopravvivenza fisiologica delle cellule del follicolo pilifero. A dispetto del “semplice” Ringer lattato (soluzione isotonica contenente diversi elettroliti), l’utilizzo combinato di Hypothermosol e ATP riduce di gran lunga il rischio di danni cellulari ed elimina il rischio di eccessivo shock termico, aumentando in tal modo anche la qualità stessa delle graft innestate che daranno così vita a capelli sani e ricchi.

Successivamente, i follicoli asportati e così conservati, vengono ripuliti dagli scarti organici ed ordinati in base al numero di capelli contenuti, pronti per essere poi impiantati nelle zone glabre.

I microfori

La fase della creazione dei siti riceventi le unità follicolari risulta alquanto fondamentale poiché è proprio in questo momento che viene stabilita la giusta angolazione e direzione dei capelli che verranno successivamente innestati. E’ importantissimo quindi affidarsi a personale competente e con una certa esperienza sul campo.

Questa fase avviene mediante micro-bisturi (dimensione 0,8/0,9/1,0 mm, angolati a 45° o lineari) che entrando nella cute, seguendo sempre la giusta angolazione, danno vita ai siti riceventi le UF di diversa grandezza. Esiste infatti un preciso criterio secondo il quale vengono distribuiti i diversi calibri di micro-bisturi sul cuoio capelluto da trattare: sulla linea frontale i fori saranno di dimensioni inferiori e più stretti tra loro poiché conterranno le unità mono bulbari, cioè con un solo capello, in modo da ottenere un risultato naturale e non artefatto; man mano che ci si sposta verso il centro e il vertex, lo spessore del micro-bisturi aumenta, così come quello delle unità follicolari, per ottenere invece maggiore foltezza.

L'impianto delle unità follicolari

L’innesto delle unità follicolari avviene sempre singolarmente e mediante particolari e sottili pinze chirurgiche.

Attraverso un semplice scivolamento dei bulbi nei micro-fori creati in precedenza, ovviamente sempre seguendo l’angolazione e la direzione corretta, sia che si tratti di un normale prelievo Fue o di un Trapianto Ectopico, l’inserimento delle unità follicolari nella cute avviene sempre nella stessa modalità, e cioè per scivolamento. Le grafts – ovvero le unità follicolari che devono essere impiantate – vengono innestate singolarmente in ciascun micro-foro. L’intervento sarà terminato quando tutti i fori saranno occupati da un innesto. Ovviamente, l’attecchimento delle grafts al tessuto cutaneo non è immediato ma richiede circa 3-4 giorni.

Innesto Follicolare

Prerogativa fondamentale per un buon risultato finale è una discreta manualità dell’operatore, soprattutto in questo momento dell’autotrapianto: danneggiare i bulbi durante l’innesto equivale a compromettere il loro attecchimento nel tessuto nonché la riuscita stessa del trapianto.

La medicazione

Seppur senza alcuna cicatrice permanente, l’autotrapianto di capelli in tecnica FUE provoca delle micro-incisioni che a termine dell’intervento vanno medicate, sia per una questione di igiene che di guarigione.

Si tratta di micro-fori circolari dal diametro di 0,7-0,8 mm (la stessa dimensione del bisturi punch per intenderci), che durante il normale processo di cicatrizzazione, rientrano verso l’interno fino quasi a scomparire del tutto. Nell’immediato però, trattandosi comunque di micro-ferite, vanno medicate e disinfettate con una specifica crema cicatrizzante a base di acqua ossigenata, e inoltre racchiuse in garze sterili da portare così come vengono poste per un giorno soltanto.

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Nel giorno seguente questa medicazione verrà rimossa e i micro-fori continueranno il loro velocissimo processo di cicatrizzazione tranquillamente a contatto con l’aria. Per velocizzare ulteriormente il processo di cicatrizzazione, vengono utilizzate delle particolari pellicole sterili, ipoallergeniche e traspiranti che consentono uno scambio ottimale di ossigeno e vapore acqueo tale da mantenere il corretto grado di umidità a contatto con la ferita, ma essendo allo stesso tempo impermeabili a virus e batteri, proteggono il sito interessato dalle contaminazioni esterne.

Il decorso post operatorio

Il trapianto di capelli non comporta grosse conseguenze ma richiede solo un po’ di attenzione, soprattutto nei primi giorni post-intervento in cui avviene l’attecchimento delle unità follicolari.

Non essendoci alcun effetto collaterale, nessun punto di sutura né cicatrice, il paziente può tranquillamente riprendere la sua quotidianità, eccezion fatta per le attività sportive (da sospendere per circa 20/30 giorni). Per favorire l’attecchimento degli innesti, è sufficiente non fare sforzi o gesti inconsulti che potrebbero causare un aumento improvviso di pressione sanguigna e uno spostamento delle unità follicolari innestate, e seguire le indicazioni comportamentali suggerite dal chirurgo (alimentazione, lavaggi, ecc) almeno fino alla caduta delle crosticine che si formano post-operazione.

Il decorso post-operatorio prevede un’iniziale crescita dei capelli trapiantati, ma purtroppo provvisoria: in percentuale variabile, essi tenderanno a spezzarsi e a rendere di nuovo visibili le zone diradate prima dell’intervento. Dopo una fase di stallo che dura circa 2-3 mesi, si assiste alla crescita e allo sviluppo graduale di nuovi capelli che pian piano porteranno al risultato finale, visibile e apprezzabile solo intorno ai 10-12 mesi dopo l’operazione.

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