Trapianto Capelli FUE e FUT: differenze ed aspetti comuni

Confrontiamo i due differenti metodi di Autotrapianto di Capelli FUE e FUT. Analizziamo le varie fasi dell’intervento evidenziando vantaggi e svantaggi delle due tecniche chirurgiche.
Pubblicato da Vincenzo Masullo il 11 Giugno 2019

Le tecniche FUE e FUT a confronto

Le due metodologie chirurgiche di trapianto capelli (FUT e FUE), sono entrambe risolutive e validissime nel trattamento dell’alopecia androgenetica. Seppur ponendosi il medesimo obiettivo, presentano notevoli differenze nella modalità di esecuzione e, in tale contesto, ne andiamo ad identificare i tratti caratteristici e distintivi di ciascuna.

Quale tra queste scegliere? La risposta è sicuramente, oltre che nell’analisi delle differenze di cui prima, nella fase preliminare, ossia di consulenza specialistica: la visita preliminare, infatti, è fondamentale, indipendentemente dal tipo di tecnica che sarà utilizzata.

Il consulto specialistico è importante in quanto consente di valutare lo stato di salute generale, dermatologico e psicologico del paziente. Il chirurgo, inoltre, deve valutare fattori quali la qualità e la densità dei capelli, la tipologia del cuoio capelluto e l’evoluzione della calvizie. In più deve eseguire esami dettagliati e consigliare al soggetto trattamenti specifici al fine di aumentare le percentuali di successo del trapianto di capelli.

Sia che si decida la tecnica di prelievo FUE o la tecnica FUT saranno sempre richieste indagini preventive e prescritti alcuni esami di routine preoperatori: emocromo, transaminasi, i markers dell’epatite B e C e dell’HIV, esami di coagulazione, ECG.

Per dare un’idea più precisa di entrambe le metodiche, rappresentiamo qui di seguito, le due tecniche a confronto:

FUT (Strip Extraction) FUE (Follicular Unit Extraction)
Modalità di esecuzione e metodo di raccolta Prevede il taglio chirurgico, ovvero l’estrazione di una losanga di cute dalla nuca per il prelievo delle unità follicolari Prevede l’escissione di piccole unità follicolari (1-4 capelli) mediante l’uso di un punch minimamente invasivo, senza ricorrere all’esportazione di cuoio capelluto
Anestesia Anestesia locale Anestesia locale
Area di estrazione delle unità follicolari Zona occipitale, nessun sito alternativo Zona occipitale e temporoparietale, nonché da siti ectopici, quali, ad esempio, barba e petto
Unità Follicolari Vengono estratte, senza selezione, dalla losanga di cute Vengono estratte direttamente dall’area donatrice, selezionate e poi innestate
Vitalità e sopravvivenza delle unità follicolari Unità più robuste. Dopo il prelievo vengono depositate in soluzione specifica indicata dal chirurgo; riposte in vaschette refrigerate, atte a ricreare l’ambiente fisiologico del capello Unità più fragili. Dopo il prelievo vengono depositate in uno specifico terreno di coltura (a discrezione del chirurgo); riposte in vaschette refrigerate, atte a ricreare l’ambiente fisiologico del capello
Velocità di esecuzione Più veloce nella rimozione della losanga ma più lento nel frazionamento delle unità follicolari Più lento. Ogni unità follicolare viene estratta singolarmente
Danni agli innesti Minimi. Gli innesti vengono prelevati dalla striscia di cuoio capelluto più facilmente Dipende dallo specialista. Personale non qualificato potrebbe danneggiare le unità follicolari
Cicatrici Sì. Cicatrice lineare di lunghezza e larghezza variabili Impercettibili.
Punti di sutura Sì, rimossi in 2 settimane Nessuno
Dolore post intervento Prevede, generalmente, l’assunzione di anti dolorifici per 1-2 giorni Potrebbe richiedere l’assunzione di anti dolorifici
Guarigione area donatrice Guarigione più lenta, circa 1-2 mesi Guarigione più rapida, circa 2 settimane
Guarigione area ricevente Circa 15 giorni Circa 15 giorni
Ritorno alle attività abituali 1-2 settimane 2-5 giorni
Ripresa attività sportiva 1-2 mesi Massimo dopo 30 giorni
Risultato finale Risultato meno naturale. La linea frontale potrebbe essere caratterizzata da capelli provenienti da un’area con un calibro più grande Risultato naturale

 

L’obiettivo comune alle due tecniche è, indubbiamente, la risoluzione del danno provocato dalla calvizie del paziente che si sottopone all’intervento chirurgico.

La differenza sostanziale è nella modalità di esecuzione e nel metodo di raccolta delle unità follicolari: la FUT prevede il taglio chirurgico di una losanga di cuoio capelluto dalla nuca ed il successivo frazionamento delle unità dalla losanga, mentre la FUE prevede la diretta escissione delle unità follicolari mediante l’utilizzo di una specifica punta bisturi (punch).

Per garantire un’ottimale riuscita dell’autotrapianto dei capelli, è di sostanziale rilievo preservare la vitalità e la sopravvivenza dei bulbi. In che modo? Questo è a discrezione del chirurgo. Il Masullo Medical Group, dopo aver prelevato le unità follicolari, le deposita in un terreno di coltura (soluzione liposomiale di APTV) specifico per la conservazione dei follicoli, contenuto in vaschette refrigerate proprio per ricreare ed assicurare l’ambiente fisiologico del capello. L’utilizzo di questa soluzione è importantissimo in quanto i capelli estratti sono molto fragili e si disidratano facilmente.

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Vantaggi e svantaggi

La scelta tra la FUT e la FUE, dipende da diverse variabili come, ad esempio, i fattori genetici, la situazione del cuoio capelluto, la capacità soggettiva di cicatrizzazione ed entrambe garantiscono ottimi risultati di rinfoltimento.

Uno dei vantaggi della tecnica FUE è, indubbiamente, l’assenza di esito cicatriziale evidente: l’uso di un punch di diametro inferiore ad 1 millimetro, consente di non invadere i tessuti circostanti rendendo, quindi, la procedura meno invasiva.

Al contrario la FUT che, come abbiamo visto, prevede il taglio chirurgico, lascia una cicatrice visibile e, di conseguenza, presuppone anche tempi di recupero superiori.

La FUE è una tecnica innovativa e deve essere praticata da equipe esperte e da chirurghi qualificati, proprio perché, prevedendo l’escissione dei bulbi direttamente dalla nuca, il rischio è di rovinare le unità e/o di “saccheggiare” la zona donatrice!

Oggi questa tecnica viene oramai preferita alla FUT poiché considerata molto meno invasiva: il paziente non soffre di particolari disagi post operatori e ciò ne facilita e ne velocizza il rientro alle attività abituali, ovvero lavoro e rapporti sociali.

I perfezionamenti tecnici che si sono registrati negli ultimi decenni ed i miglioramenti continui, contribuiscono moltissimo al raggiungimento degli obiettivi di un Autotrapianto di Capelli, ossia la completa naturalezza dell’attaccatura ed un’adeguata densità di capelli, evitando segni visibili di un intervento

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